18 ottobre 2019
Aggiornato 05:30

Incendiata area attrezzata del circolo Legambiente di Chitignano

Legambiente: «Delinquenza spregevole che non fermerà le nostre attività»

«Non saranno certo queste spregevoli intimidazioni a fermare le attività di un circolo che ha recentemente svolto, e continuerà a svolgere, un importante lavoro di educazione ambientale, di formazione antincendio e di protezione civile. Anzi, l’episodio conferma ulteriormente la necessità e l’importanza di questo lavoro di prevenzione sul territorio».

Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta la notizia dell’incendio appiccato all’area del campo di protezione civile del circolo di Legambiente di Chitignano in provincia di Arezzo, con evidenti connotazioni dolose rilevate anche dalle autorità intervenute prontamente a domare le fiamme (Corpo Forestale,Vigili Fuoco, Carabinieri,Comunità Montana del Casentino, il Sindaco di Chitignano).

Se l’incendio non fosse stato represso immediatamente anche dai soci del circolo, che con le loro ruspe hanno creato un varco taglia fuoco, sarebbero andati distrutti i macchinari storici per la battitura del grano e i mezzi di protezione civile parcheggiati nell'area. «Ribadiamo la ferma intenzione di continuare le nostre attività senza subire rallentamenti di sorta - affermano i rappresentanti del circolo di Legambiente di Chitignano -. Chiediamo al tempo stesso alle autorità locali la massima vigilanza per combattere la lotta agli incendi boschivi. Questa nostra vicenda è un’ulteriore motivazione a migliorare la consapevolezza dei cittadini per la salvaguardia del territorio casentinese dagli incendi boschivi».

A sua volta la Segreteria di Legambiente Toscana condanna l'episodio di teppismo e «invita le forze dell'ordine e le autorità locali a fare tutto il possibile per individuare gli autori dell'attentato incendiario compiuto ai danni del campo di protezione civile istituito dal Circolo di Legambiente di Chitignano. I piromani e coloro che palesemente distruggono l'ambiente vanno isolati dal contesto civile».