23 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Sicurezza stradale

39 morti in incidenti stradali in un week end

ADUC: «La vera emergenza, altrochè militari nelle città»

Trentanove sono i morti in incidenti stradali in questo primo week-end di agosto, quattordici con meni di trentanni. E' il bollettino di morte del Dipartimento pubblica sicurezza, che ricorda come l'anno passato i morti erano stati esattamente gli stessi e nel 2006 erano invece «solo» trentaquattro. Gli incidenti di per sé sono stati meno (da 1.259 a 1.194). Polizia e carabinieri hanno mobilitato 36.188 pattuglie con il logico codazzo di decine di migliaia di multe, punti persi, patenti ritirate, etc..

Tutto questo avviene mentre nelle nostre città, in modo particolare nei luoghi più visibili e scontati per i media, sono oggi comparsi tremila militari per garantire maggiore sicurezza (cioè contro nomadi, immigrati, vari sbandati e piccola delinquenza). Innegabilmente problemi che esistono e che sono fastidiosi e pericolosi per i cittadini, ma che tutti –proprio tutti- sanno che la soluzione non è solo quella dell'ordine pubblico e, soprattutto, non è quello di spostare il problema altrove, cioè nei mari che ci bagnano e negli altri Paesi che si affacciano oltre questi mari. Siamo consapevoli che alcuni voti si prendono mostrando il volto duro della legge e far sì che l'erba sia ben tagliata oggi nel proprio giardino. Nel contempo però non possiamo rilevare che, sia chi prende i voti come sopra e sia quelli che li contestano nelle istituzioni, sono totalmente inermi di fronte al massacro dei morti negli incidenti stradali. Inermi e colpevoli: i morti crescono e loro non hanno fatto nulla per impedirlo. Non ci si venga a dire che gli incidenti stradali mortali non possono essere previsti... perché oltre ad essere ridicoli nel dire certe cose ci si benda gli occhi, per esempio, sul fatto che le autostrade oggi sono numericamente le stesse di decine di anni fa mentre il parco vetture circolanti è decine e decine di volte maggiore. Prendere la patente di guida oggi è molto difficile, ma solo perché negli umilianti test degli esami si cade in trabocchetti e in domande assurde, non certo perché c'è rigore di studi in assenza del quale non c'è patente. I test antialcool sono ridicoli e quasi inesistenti.

Era grave la situazione col Governo precedente e continua ad essere grave con questo Governo, ma con l'aggravante, per quest'ultimo, che stanzia fondi per i militari nelle città piuttosto che per, per esempio, triplicare le pattuglie di carabinieri e polizia nelle strade. A nostro avviso, infatti, oltre ai terrificanti problemi infrastrutturali, per farsi meno male nel frattempo, c'è solo la possibilità di triplicare i controlli per strada... ma questo non fa prendere voti sulla modaiola xenofobia.....

Vincenzo Donvito, presidente Aduc