16 ottobre 2021
Aggiornato 10:00
Sanità

Criteri di riparto del fondo sanitario Veneto

Continua la campagna della Cisl regionale contro gli attuali

«Il sistema di riparto del fondo sanitario regionale dev'essere rivisto per renderlo più equo e vicino ai bisogni di salute del territorio».
Continua la campagna della Cisl del Veneto contro la delibera della Regione Veneto in merito al riparto del fondo sanitario regionale.
Sabrina Dorio, segretario regionale Cisl Veneto propone una serie di dati su quelle che sono le differenze di assegnazione tra le varie ulss.

«I criteri proposti dalla giunta regionale - spiega Dorio - aumentano le diseguaglianze e le differenze tra Ulss e Ulss rendendo quelle povere ancora più povere, e quelle ricche molto più ricche attraverso un sistema che anziché distribuire le risorse per garantire l'erogazione delle prestazioni, di fatto mantiene la spesa storica e quindi le Ulss più virtuose vengono penalizzate, quelle che non lo sono affatto vengono favorite.

Questo sistema impedisce di incentivare l'evoluzione di nuovi modelli organizzativi e gestionali ma anche rischia di impoverire ulteriormente le Ulss con un concreto rischio di tagli ai servizi dei cittadini.
«Va messa in luce - prosegue Dorio - ad esempio la differenza tra la quota capitaria minore assegnata di 1329 euro e quella più alta di 1782, con una differenza tra le due di 450 euro, che moltiplicato per 2 o 300 mila abitanti determinano differenze di milioni di euro alle Ulss e quindi servizi in più o in meno da erogare o da tagliare. Noi crediamo che questo sistema non rispetti il criterio di giustizia sociale e di rispetto di quelle che sono le attese dei cittadini. Quando si parla di salute non si può tagliare i finanziamenti a molte Ulss del Veneto per sostenere quelle poche che hanno fatto o che faranno ospedali nuovi a discapito della tenuta complessiva del sistema».

«Noi andremo avanti con le nostre analisi sempre più approfondite su come vengono spesi i soldi che i cittadini pagano con le tasse e che quotidianamente devono rimpinguare con ticket e altri balzelli che gravano sulle famiglie - conclude Dorio -. Su questo la regione deve rispondere ed intervenire per migliorare i criteri che in questa delibera sono invece sperequativi e penalizzanti del sistema socio-sanitario veneto nel suo complesso».