28 ottobre 2021
Aggiornato 23:30
Celebrazione conclusiva a Sidney – Le testimonianze dei marchigiani d’Australia

Fusione “a caldo” tra le Marche e l’Australia, giovani e anziani insieme rinnovano le speranze

L’artista-imprenditore Augusto Favi,originario di Corinaldo, ha realizzato un Bastone Pastorale che sarà inviato in dono a Benedetto XVI. I 400 giovani dalle Marche veri protagonisti della manifestazione finale

Dialetti fermani, ascolani, maceratesi, pesaresi si mescolano in maniera originale all’inglese. Ma oggi si parla soprattutto marchigiano a Sidney, alla Baia di Leichardt, dove si è tenuta la manifestazione conclusiva della Giornata delle Marche. La missione australiana, che ha visto la delegazione regionale impegnata in una serie di incontri istituzionali, economici e commerciali e nella Conferenza continentale delle Associazioni dei Marchigiani, fa parte di un progetto chiamato appunto «Australia» che è stato reso possibile grazie a risorse economiche provenienti esclusivamente dall’ Unione Europea.

Un vociare festoso e un clima familiare hanno caratterizzato i tanti momenti di aggregazione e incontro. «Abbiamo sentito il calore sincero – ha dichiarato il presidente Spacca già in viaggio di rientro per le Marche- e potuto comprendere cosa significhi stare lontano dalla propria patria. C’è stata una fusione «a caldo» con i marchigiani che vivono qui da tanti anni e l’abbraccio non è stato solo virtuale, ma reale. Un abbraccio sentito, desiderato, voluto fortemente e realizzato con tanta determinazione dalle Associazioni di Marchigiani in Australia. Perché ci hanno detto : «finalmente avete portato qui un pezzo della nostra regione che ci manca moltissimo e che noi purtroppo possiamo rivedere raramente.» «Straordinarie manifestazioni d’affetto per la nostra vicinanza – ha concluso il presidente - che porteremo nel cuore e che rivivremo a Fermo il prossimo 10 dicembre.»

Lo spettacolo, più che le iniziative in programma, lo hanno fatto quindi gli allegri marchigiani d’Australia, alle stelle per aver respirato per qualche giorno «aria di casa». Sì, perché anche dopo quarant’anni qualcuno non si sente completamente «cangurizzato», come ha ricordato scherzosamente un rappresentante delle associazioni dei Marchigiani. Le quattro Associazioni e la Federazione, infatti, sono attivissime per mantenere vivi i legami con le Marche, per valorizzare cultura e tradizioni della nostra regione che sentono di trasmettere come patrimonio ai giovani marchigiani d’Australia di terza generazione. E i giovani di oggi, al contrario di 50 anni fa, si fanno vanto di essere di origine italiana e marchigiana in particolare. «Già, perché in Australia attualmente essere italiano è un valore aggiunto, ben sapendo quanto abbiamo contribuito allo sviluppo del Paese.» A parlare è Augusto Favi, uno che ce l’ha fatta. Originario di Corinaldo, vive a Wollongong dal 1961. Ha aperto una sua fabbrica di scambiatori di calore e impianti refrigeranti ma conserva da sempre la passione per l’arte, oltre che essere uno dei maggiori attivisti nell’Associazione e sponsor di iniziative culturali e scambi con le Marche. Favi che ha già donato una sua scultura in acciaio alla Regione Marche nel 2003, conservata a Palazzo Raffaello, oggi ha presentato al Presidente Gian Mario Spacca e all’Arcivescovo di Ancona-Osimo, Edoardo Menichelli un’opera che andrà in dono a Papa Benedetto XVI: un Bastone Pastorale (vedi foto) realizzato in acciaio inossidabile, dorato a 24 carati e con opali australiani incastonati. Nella stessa occasione, insieme all’Arcivescovo Menichelli, il Presidente Spacca è stato letteralmente inondato da un mare di ragazzi marchigiani, circa 400, arrivati a Sidney per la Giornata mondiale della Gioventù e che si sono fermati per condividere con gli australiani di origine marchigiana i momenti della serata conclusiva. Sono stati loro i veri protagonisti dell’evento, perché hanno animato con la loro vivacità la manifestazione alla quale hanno partecipato anche i parlamentari italo-australiani, tutti eletti nelle file del Centrodestra. I ragazzi marchigiani hanno ballato e cantato insieme ai giovani australiani e con gli anziani emigrati. E non sono mancati momenti di commozione e qualche lacrima quando tutti e 400 hanno intonato inaspettatamente l’Inno di Mameli dando il via poi ad un unico coro di 600 voci. Quindi l’ abbraccio finale e la promessa di rivedersi a Fermo, a dicembre. (ad’e)