16 ottobre 2021
Aggiornato 04:00
LIPU: «Un atto che ha dell’incredibile, fuori dalla Costituzione e dall’Europa»

Caccia in deroga, nuovo provvedimento incostituzionale della Lombardia

«A meno di un mese dalla sentenza della Corte Costituzionale, la Lombardia reitera l’illegittimità approvando nuovamente legge la caccia in deroga a peppole, fringuelli e storni»

«Un atto che ha dell’incredibile, fuori dalla Costituzione e dall’Europa». E’ il commento delle associazioni LIPU, WWF, LAC, ANIMALISTI ITALIANI dopo l’approvazione della nuova legge della Regione Lombardia sulla caccia in deroga.

«Soltanto pochi giorni fa la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità di un precedente atto della Lombardia che prevedeva l'esercizio delle deroghe mediante legge-provvedimento. Un’impostazione, come rilevato dalla Corte, in netto contrasto con quanto previsto dalla legge 157/1992, perché impedisce l’esercizio del potere di annullamento da parte del Presidente del Consiglio. Chiarissima, senza alcun margine di interpretazione, la sentenza della Corte Costituzionale: sono costituzionalmente illegittime le previsioni regionali che consentono di approvare mediante legge regionale i prelievi in deroga».

«Si tratta, peraltro – continuano le associazioni - della stessa eccezione formulata dalla Commissione europea nel parere motivato sulla procedura di infrazione n.2131 del 2006, che vede proprio questo tra i punti specificamente contestati al nostro Paese dall’Europa».

«Ebbene, a meno di un mese dalla sentenza della Corte Costituzionale, la Lombardia reitera l’illegittimità approvando nuovamente legge la caccia in deroga a peppole, fringuelli e storni. Ciò come se la legge nazionale, la Corte Costituzionale, la Direttiva comunitaria e la Commissione europea non esistessero affatto».

«Non solo: la nuova concessione di deroghe, che peraltro aumenta notevolmente il numero di uccelli non cacciabili che potranno essere abbattuti (124 mila peppole, 250 mila storni, 711 mila fringuelli), ignora la spada di Damocle della procedura di infrazione che ancora grava sul nostro Paese e che potrebbe ora avviarsi verso una condanna. L’Europa ci ha contestato l’uso intollerabile delle deroghe di caccia, che da strumento da utilizzare in via eccezionale si è trasformato in espediente per autorizzare la caccia ordinaria: ebbene, la Lombardia ancora una volta infrange palesemente le regole e procede ad un nuova concessione di deroghe. C’è dunque da chiedersi cosa ci sia di straordinario in una deroga attivata puntualmente ogni anno, ad ogni nuova stagione venatoria».

«Chiediamo l’immediato e deciso intervento del Governo, del Presidente del Consiglio e dei Ministri interessati, a partire dal Ministro per le Politiche Europee Ronchi – concludono le associazioni - Ma stiamo anche provvedendo ad inviare un esposto urgente alla Commissione europea, segnalando l’ennesima violazione delle regole e chiedendo, come già avvenuto in passato per le deroghe malamente concesse da altre regioni italiane, un intervento d’urgenza delle autorità comunitarie. Davvero l’Italia non può essere, su questa materia, il Paese in cui le regole esistono solo in teoria, tanto ognuno fa come gli pare».