21 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
Maroni: «è stato il governo Prodi a penalizzare il settore sicurezza»

Fontana: «Dal Governo Berlusconi nessun taglio alla sicurezza»

«Dopo molti anni è stato finalmente sbloccato il turn over delle forze dell’ordine ed è stato dato il via libera all’assunzione di circa 4000 agenti»

«Bene ha fatto il Ministro dell’interno Maroni a spiegare che i tagli alla sicurezza non ci sono e a ricordare che è stato il governo Prodi a penalizzare questo settore.» Lo ha dichiarato Gregorio Fontana, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e deputato del PDL nella Commissione Difesa, che ha spiegato:

«La politica del governo Berlusconi sulla sicurezza va giudicata nel suo complesso (Decreto Legge n. 92-2008 «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica» e il Disegno di legge n. 733 «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica«) e non solo traendo conclusioni affrettate dalle risultanze di un unico provvedimento di legge. Dopo molti anni è stato finalmente sbloccato il turn over delle forze dell’ordine ed è stato dato il via libera all’assunzione di circa 4000 agenti. Inoltre, grazie allo sblocco del Patto di Stabilità per i comuni virtuosi, sarà possibile per i sindaci assumere nuovi agenti di Polizia Locale che, grazie anche alle nuove norme sulla sicurezza del Governo Berlusconi, potranno meglio interagire con le altre forze di Polizia per garantire la sicurezza del territorio. La maggioranza di Governo è comunque ben consapevole della necessità di incrementare l’organico in tempi rapidi ed in maniera consistente. Prova di tale consapevolezza è stato l’impiego, in via del tutto straordinaria e provvisoria, di circa 3000 militari a sostegno delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda il pagamento degli straordinari, il Governo ha ereditato una situazione di grave dissesto economico, frutto della scellerata politica attuata dal precedente esecutivo che faceva affidamento su risorse che non esistevano.

Il Governo Berlusconi si è impegnato, anche su questo fronte, in una riforma di sistema. Fino ad oggi il rapporto di lavoro di tutte le forze dell’ordine è stato inquadrato nel generico comparto del pubblico impiego; nelle prossime settimane il governo Berlusconi avvierà una vera e propria rivoluzione in questo settore, riconoscendo la specificità alle forze del comparto sicurezza, ovvero concedendo un trattamento diverso distinto dal pubblico impiego. Negli ultimi 2 anni anche i mezzi e le risorse strumentali a disposizione delle forze dell’ordine hanno sofferto di ingenti tagli e carenze di finanziamento. Anche per risolvere questo inaccettabile stato di cose abbiamo deciso di mettere a disposizione un patrimonio immenso, stimato in circa un miliardo e mezzo di euro, utilizzando il fondo dei beni oggetto di sequestro e confisca alla malavita per il finanziamento delle Forze dell’ordine e della giustizia.

Per la prima volta questi fondi non verranno congelati in conti dormienti ma saranno usati per le Forze dell’ordine. Attingendo a queste risorse si potranno trasformare i proventi del crimine in investimenti per la sicurezza dei cittadini. Comprendiamo le ragioni della protesta di questi giorni dei sindacati delle Forze dell’Ordine esasperati da 2 anni di disattenzione. Massima disponibilità a tenere aperto il dialogo con loro. Ma sul piano politico non accettiamo lezioni da nessuno, e in particolare non le accettiamo dal centrosinistra che non ha mai saputo affrontare i problemi della sicurezza dei cittadini con scelte efficaci e responsabili».