per la pubblica amministrazione

Synapta, perchè fare un programma di accelerazione serve

Synapta nasce come spin-off e accede al programma di accelerazione di SocialFare, malgrado numerosi dubbi. In questa intervista Federico ci spiega perchè serve fare accelerazione, soprattutto all'inizio

TORINO - Un programma di accelerazione, lo dice la parola stessa, nasce per accelerare, per portare un progetto il più velocemente possibile, in modo consapevole e proficuo, sul mercato. Non un gioco da ragazzi: i ritmi sono serrati, molto spesso ci si trova a lavorare fino a tarda notte, con gli occhi incollati al computer e tazzine di caffè sparse sulla scrivania. Ma i sacrifici si fanno se, in cima alla salita, si prospetta la realizzazione di un sogno. Una corsa verso obiettivi chiari che, diciamolo, spesso si danno per scontati finché non ci si mette con le mani in pasta, su metriche, marketing e test con coloro che, il prodotto, lo dovranno usare per davvero. I risultati sono alla portata di tutti? Non sempre. Per scoprirlo abbiamo deciso di seguire le 5 startup selezionate da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale che stanno attualmente seguendo il programma di accelerazione che li vedrà impegnati fino a inizio luglio. Ce la faranno a raggiungere i traguardi che si sono prefissati?

Partecipare a un programma di accelerazione, delle volte, può rappresentare un terno al lotto, soprattutto per chi una propria azienda ce l’ha già, e la startup l’ha fatta nascere al suo interno, come spin-off, quasi come un progetto parallelo. E poi ha deciso di provarci, di vedere se poteva trattarsi di un business sostenibile. A maggior ragione quando parliamo di progetti a impatto sociale che, spesso, nascono prima con l’obiettivo di fornire delle maggiori opportunità alla cittadinanza e solo in un secondo momento poi, si comprende che questi progetti possono essere monetizzati (no, fare startup a impatto sociale non significa fare no-profit).

E Federico Morando, co-fondatore di Synapta, di dubbi, prima di entrare nel programma di accelerazione di SocialFare, ne aveva. La sua startup nasce, infatti, come spin-off del Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino. Attraverso algoritmi specifici è in grado di razionalizzare tutti i dati inerenti ai contratti della Pubblica Amministrazione raggruppandoli in un vero e proprio motore di ricerca dove è possibile, attraverso keyword, venire a conoscenza dei rapporti che la Pa ha con i suoi fornitori: «Avendo già costituito un'azienda che stava fatturando su numerosi progetti, l’ultima cosa di cui avevamo bisogno era perdere del tempo - ci racconta -. Eravamo incerti sui programmi di accelerazione in generale, ma abbiamo comunque deciso di provarci e oggi posso dire che abbiamo fatto bene».

Sì, è vero. I ritmi sono serrati e Federico mi racconta che non è raro per lui svegliarsi molto presto al mattino, prima di andare a lavorare, per preparare i documenti e le presentazioni che il team di accelerazione gli richiede. «Incontriamo spesso investitori, business angels e altri personaggi dell’ecosistema imprenditoriale - ci racconta Federico -. Per questi meeting abbiamo bisogno di prepararci e devo ammettere che se non ci fosse il supporto e la spinta del team i SocialFare non sarebbe facile rispettare le scadenze. E accelerare significa anche questo, rispettare le scadenze che dai a te e al tuo progetto e che molto probabilmente non rispetteresti se lavorassi in modo autonomo, da autodidatta».

Federico ci racconta che i dubbi sul programma di accelerazione sono spariti quasi subito: «Sono positivamente stupito da questo percorso che sta soddisfando tutte le mie aspettative. L’interazione con il team di SocialFare è continua, stimolante e produttiva. Ti costringe ad accelerare ed è ciò di cui ha bisogno una startup nella sua fase iniziale, per capire se esiste effettivamente un mercato e se è sostenibile e monetizzatile. In qualsiasi momento abbia bisogno di supporto o informazioni, trovo sempre qualcuno (del team di accelerazione) disponibile a rispondere alle mie domande. In più si fa formazione vera che, di questi tempi è fondamentale».