17 settembre 2021
Aggiornato 08:30
Tecnologia

Human augmentation? Italiani favorevoli

Secondo quanto emerso da una nuova indagine condotta da Kaspersky, gli italiani sono favorevoli alla human augmentation e a vivere in una società popolata da cyborg

Intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale Pixabay

Secondo quanto emerso da una nuova indagine condotta da Kaspersky, gli italiani sono favorevoli alla human augmentation e a vivere in una società popolata da «cyborg». Ma non tutti gli europei sono entusiasti al pensiero di condividere la propria quotidianità con persone che hanno deciso di potenziare il proprio corpo con la tecnologia. Ad influire su questi ultimi e sul possibile sviluppo di questo settore, sicuramente la scarsa comprensione di cosa sia davvero la human augmentation.

Alcuni dati emersi dall'indagine

  • Il 42% degli italiani crede che le persone dovrebbero essere libere di migliorare il proprio corpo utilizzando la tecnologia
  • La metà (52%) degli italiani è ottimista riguardo la possibilità di vivere in una società fatta di «cyborg» e i più entusiasti sono gli uomini con il 40% contro il 33% delle donne.
  • L’idea di legarsi sentimentalmente ad una persona «potenziata» non rappresenterebbe un problema per il 58% degli intervistati in Italia.

La human augmentation è la possibilità di potenziare il proprio corpo e la propria mente grazie alla tecnologia. Si presenta sotto due profili diversi: può essere una scelta obbligata da motivi di salute, come nel caso di protesi bioniche, oppure motivata dalla volontà di «potenziarsi», ad esempio inserendo dei chip per l'identificazione a radiofrequenza (RFID) nel proprio corpo.

La human augmentation

Secondo quanto emerso da una nuova ricerca di Kaspersky che ha coinvolto 6.500 persone di sette diversi Paesi europei, il 42% degli italiani (contro il 46,5% degli europei) crede che le persone dovrebbero essere libere di migliorare il proprio corpo utilizzando la tecnologia anche se alcuni nutrono preoccupazioni circa l'impatto sociale a lungo termine di questa tecnologia. Sia per l’Italia che per l’Europa è il 12% degli intervistati ad essere contrario all’idea di lavorare con una persona «potenziata» poiché ritiene che questo possa influire sulle prestazioni professionali e creare un disequilibrio.

Solo il 36% degli italiani è preoccupato che la human augmentation possa provocare disuguaglianze sociali o conflitti. In Europa la percentuale è di poco superiore con il 39%. In generale, la metà (52%) degli italiani è «entusiasta» o «ottimista» riguardo la possibilità di vivere in una società fatta di «cyborg». Il dato è superiore alla media europea, che si attesta invece al 49%.

Secondo lo studio di Kaspersky, il 60% degli italiani ha dichiarato di aver incontrato qualcuno che ha potenziato e migliorato il proprio corpo sfruttando la tecnologia, contro il 51% degli europei intervistati.

In linea con gli tutti intervistati, più di un terzo degli italiani (39%) afferma di essere «sempre stato aperto» al potenziamento tramite la tecnologia mentre il 16% si è riscoperto più favorevole ora rispetto a dieci anni fa. In Italia, i più entusiasti e ottimisti all’idea di vivere in futuro popolato da cyborg sono gli uomini con il 40% contro il 33% delle donne.

In merito all’idea di legarsi sentimentalmente ad una persona «potenziata» ben il 58% ha risposto che non rappresenterebbe un problema mentre il 7% ha dichiarato addirittura di averlo già fatto. Se paragonato al dato europeo, la differenza è evidente: meno della metà (45%) sarebbe aperto all’idea di frequentare a una persona che ha utilizzato la tecnologia per migliorare parti del suo corpo e solo il 5,5% ha avuto una relazione di questo tipo.

Quando è stato chiesto agli italiani quale potenziamento, effettuato dal partner o da un altro membro della famiglia, avrebbe creato loro meno disagio, il 39% di loro ha scelto il braccio bionico, il 36% la gamba bionica mentre il 26% il microchip nel dito. La resistenza maggiore è stata invece incontrata nel caso di microchip impiantati nel cervello (16%). In Europa, il Regno Unito è il Paese più aperto ad accettare l’impiego di questo tipo di tecnologia a scopi medici.

Guardando invece ai dati sul potenziamento volontario, Portogallo (56%) e Spagna (51%) sono i Paesi più propensi a supportare la scelta di modificare il proprio corpo volontariamente e senza necessità mediche specifiche. Anche l’Italia si dimostra bendisposta sulla questione con il 42% di persone favorevoli, mentre il Regno Unito è il Paese che si dichiara meno d'accordo con questa affermazione con il 36% di persone contrarie. Se un familiare decidesse di «potenziarsi», un quarto degli italiani (25%) lo sosterrebbe indipendentemente dalla ragione che lo ha spinto a farlo. Tra gli altri Paesi europei il Portogallo è quello più tollerante sotto questo punto di vista con il 46% di risposte positive, contro la Francia che si dimostra il Paese meno incline ad accettare questa scelta con il 19%.

Sempre secondo quanto dimostrato dall’indagine di Kaspersky, solo il 24% degli italiani considera «bizzarra» la scelta di ricorrere alla tecnologia per migliorarsi, contro il 30% degli inglesi e appena l'8% dei portoghesi. Il 25% degli italiani considera l'auto-augmentation una scelta addirittura «coraggiosa».

Infine, poco più di un quarto (29%) dei nostri connazionali ritiene che questa minoranza debba essere rappresentata al governo, a dispetto del 49% che si oppone all'idea.

I risultati della ricerca si basano sul report «Future of Human Augmentation 2020» di Kaspersky e sono stati presentati in occasione dell'evento Kaspersky NEXT 2021, durante un dibattito online che ha coinvolto i principali esperti in questo ambito.

«Realizzando questa indagine abbiamo riscontrato che la human augmentation gode di un ampio sostegno e interesse in tutta Europa. Nonostante ciò esistono alcune preoccupazioni legittime sull’impatto che avrà per la società. Auspichiamo che i governi, i leader del settore e le persone «augmented» collaborino per contribuire a plasmare insieme il futuro della human augmentation, in modo da poter garantire che questo settore innovativo si sviluppi in secondo modalità precise e in tutta sicurezza», ha dichiarato Marco Preuss, Director of the Global Research & Analysis Team, Europe di Kaspersky,

«Le tecnologie impiegate nella human augmentation non dovrebbero essere una soluzione high-end e high-tech riservate ad una classe privilegiata, ma dovrebbero essere economicamente accessibili a tutti. Chiunque dovrebbe essere in grado di godere dei benefici della human augmentation», ha aggiunto Hannes Sapiens Sjöblad, Managing Director and Co-founder di DSruptive Subdermals.

Metodologia

Tra l'1 e il 4 marzo 2021, Atomik Research ha condotto un sondaggio online tra 6.500 adulti con più di 18 anni in Austria, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Atomik Research è un'agenzia indipendente di ricerche di mercato creative che impiega ricercatori certificati MRS e opera nel rispetto del codice di condotta MRS (Market Research Society).