18 settembre 2020
Aggiornato 13:00
agtech

Club degli Investitori investe 500K in Sfera, la serra hi-tech della Maremma

Sfera raccoglie un altro investimento da parte del Club degli Investitori: ben 500mila euro per la serra hi-tech

GROSSETO - E’ passato un anno e mezzo da quando Luigi Galimberti ci aveva raccontato della sua Sfera - allora solo un progetto sulla carta - una serra ipertecnologica che avrebbe permesso di produrre il 15% di ortaggi in più utilizzando solo il 10% di acqua e terra diversamente necessaria nell’agricoltura tradizionale. La tecnica alla base è quella della coltivazione idroponica.

Club degli Investitori investe in Sfera
Dopo il primo investimento effettuato da Oltre Venture - per un totale di 150mila euro -, con successivo aumento di capitale da 7 milioni di euro chiuso la scorsa estate e altri 11,4 milioni da parte di Iccrea BancaImpresa, Sfera riceve oggi anche l’interesse del Club degli Investitori che ha deciso di investire nella startup di Luigi Galimberti ben 500mila euro.

Tredici ettari di tecnologia
Un investimento importante per completare i lavori iniziati la scorsa estate, in Maremma, a Gavoranno, per un valore di 18 milioni di euro. Situato nella frazione di Castellaccia, l’impianto si estenderà per circa 20 ettari, di cui 13 saranno dedicati alla serra e quindi alla produzione degli ortaggi, in gran parte pomodori, mentre 7 ettari saranno dedicato alla raccolta di acque piovane in grandi bacini ed i locali tecnici. Inoltre è prevista la produzione di biomasse tramite la coltivazione di microalghe che serviranno per riscaldare le serre nei mesi invernali. Nella fattispecie, Sfera, utilizza sapientemente terra, acqua ed energia per migliorare la qualità e la sicurezza, sia dei prodotti che delle condizioni di lavoro del personale. La coltivazione idroponica permette di ottenere numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali: il consumo di acqua è ridotto fino al 90% grazie all'irrigazione a goccia, la produzione è di 40 kg di prodotto per metro quadrato, vengono creati nuovi posti di lavoro nelle aree che ospitano le serre e il consumatore avrà a disposizione un prodotto di qualità organolettica superiore. La maxiserra toscana dovrebbe funzionare da prototipo per poter poi dare il via a una rete di strutture simili in tutto il mondo.

La sfida: l’aumento globale della popolazione
Di fatto l’idea di Sfera nasce da una sfida a cui l’umanità tutta è chiamata ad affrontare: quella dell’aumento globale della popolazione che si stima dovrebbe raggiungere i 9 miliardi nel 2050. Ed è qui che l’innovazione può davvero intervenire non solo per produrre di più, ma soprattutto per farlo in modo consapevole, utilizzando al meglio le risorse disponibili: «Per far fronte all’aumento della popolazione mondiale l’industria alimentare ha puntato molto sulla chimica e sulla genetica per produrre di più - ci dice Luigi -. Utilizzando le tecnologie di cui disponiamo in modo positivo riusciremmo a produrre maggiori quantità di cibo senza abbandonare il concetto di qualità e, soprattutto, evitando di produrre prodotti geneticamente modificati che vanno a minare anche la sicurezza alimentare».