20 novembre 2019
Aggiornato 21:00
innovazione sociale

I 200mila euro di Torino per salvare le periferie della città (grazie alle startup)

Torino mette a disposizione 200mila euro per lo sviluppo di progetti innovativi che possano contribuire alla riqualificazione culturale ed economica delle periferie

I 200mila euro di Torino per salvare le periferie della città (grazie alle startup)
I 200mila euro di Torino per salvare le periferie della città (grazie alle startup) Shutterstock

TORINO - Dalla sicurezza cittadina alle aggressioni nei confronti delle donne, dalla segnalazione delle persone in difficoltà a quelle delle buche sul manto stradale, dall’integrazione degli stranieri alla mobilità, spostando le università anche nelle periferie. Le periferie restano uno dei problemi più sentiti, soprattutto in quelle città dove le maggiori attività socio-economiche vengono riversate nel centro. A Torino basta prendere il tram 4 per rendersene conto. Il mezzo pubblico attraversa la città da nord a sud, e dagli scenari ex industriali di Miratori a corso Giulio Cesare la differenza rispetto al centro è innegabile. Per l’artista Alessandro Bulgini, ideatore del progetto Opera Viva, è «la periferia la vera città contemporanea, quella che ha più bisogno».

Ed è dalla periferia che parte anche l’amministrazione comunale, con un bando pubblico che assegna contributi a quei soggetti no profit del terzo settore che abbiano sede o svolgano la propria attività in quei luoghi dove la città manca di vita sociale, culturale e ambientale. Un bando da 200 milioni di euro, coerente con il progetto AxTo finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e con l’azione 3.03 «Startup di nuovi servizi in aree urbane a rischio degrado».

L’obiettivo della Città è quello di favorire la sperimentazione di soluzioni in ambiti quali l’innovazione sociale del welfare, la rigenerazione urbana, la sostenibilità ambientale, l’economia collaborativa, la cittadinanza attiva, ovvero fornire un’efficace risposta alla crescente complessità dei bisogni sociali a scala locale, anche attraverso l’uso di soluzioni tecnologiche.

Le risorse che la Città pone in essere ammontano a 200 mila euro. Il contributo per ciascun progetto non potrà essere inferiore ai 10 mila euro né superiore ai 20 mila euro, mentre il beneficiario dovrà garantire un cofinanziamento minimo del 25% dell’investimento complessivo. Inoltre, grazie all’accordo tra la Città e i gestori dell’ Incet, oltre al sostegno finanziario l’Amministrazione comunale offrirà attività formative e supporto logistico ai progetti ammessi al bando.

«Promuovere l’innovazione – afferma l’assessora Paola Pisano - attraverso una progettazione congiunta per sperimentare nuove soluzioni in quei contesti urbani afflitti da un degrado sociale, culturale ed economico: questo è il principale obiettivo che vogliamo realizzare tramite AxTO – azione 3.03. Vogliamo, in sintesi, agevolare e rendere più semplice la nascita di idee che possano crescere all’interno di un laboratorio – nel centro d’innovazione INCET, un importante esempio di rigenerazione urbana - dove coprogettare insieme ai cittadini servizi, implementare gli strumenti di e-gov, testare prodotti, ma anche pensare a nuovi modelli che rispondano a problematiche sempre più complesse».

La scadenza del bando è prevista per le ore 12.00 del 15 gennaio 2018.