25 giugno 2017
Aggiornato 04:00
il progetto

Quanto zucchero c'è negli alimenti che consumiamo

Il progetto artistico sinAzucar, attraverso una serie di fotografie immediate ed esplicative, mette in bella mostra quanto zucchero è contenuto negli alimenti che consumiamo abitualmente

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ROMA - Mangiare o non mangiare la Nutella che custodiamo gelosamente nell’armadietto della cucina? La scelta è ardua, soprattutto se abbiamo un occhio di riguardo alla linea. E a metterci con le spalle al muro, nella maggior parte dei casi, sono proprio i grassi o gli zuccheri contenuti all’interno di un alimento. E quando addentiamo una merendina o un cucchiaio di Nutella sappiamo, bene o male, a quali rischi andiamo incontro. Possiamo dirlo per tutti gli alimenti? Non esattamente. Di fatto, anche una scorpacciata di sushi potrebbe far salire - anche considerevolmente - il tasso glicemico e farci diventare improvvisamente zuccherosi.

L’esempio di Nestlè
Un problema importante quello dell’elevata assunzione di zucchero da parte della popolazione mondiale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non si dovrebbero assumere più di 50 grammi di zucchero al giorno per evitare che l’alimento danneggi a lungo termine il nostro organismo. Una campagna che la stessa Commissione Europea sta portando avanti da diversi mesi e accolta, recentemente, anche dalla Nestlè. L’azienda dolciaria ha, infatti, annunciato il suo impegno per ridurre di almeno 18.000 tonnellate lo zucchero dai prodotti venduti in Europa entro il 2020, che equivale a 5 miliardi di zollette di zucchero. In tre anni, la gamma dei prodotti Nestlé conterrà in media il 5% in meno di zucchero rispetto ad ora. Un atteggiamento virtuoso che, si spera, si ripercuoterà anche su altre aziende dolciarie.

Il progetto artistico
Nel frattempo, per sensibilizzare alla corretta assunzione di zucchero, è nato un progetto artistico - sinAzucar - che, attraverso una serie di fotografie immediate ed esplicative, mette in bella mostra quanto zucchero è contenuto negli alimenti che consumiamo abitualmente. Un modo innovativo e diretto per farci riflettere.

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