innovazione sociale

L'orto solidale che salva gli emarginati può sopravvivere con il crowdfunding

Dopo quasi 7 anni di attività L’Orto Torto rischia di chiudere per mancanza di risorse. E lancia una campagna di crowdfunding

L'orto solidale che salva gli emarginati può sopravvivere con il crowdfunding
L'orto solidale che salva gli emarginati può sopravvivere con il crowdfunding ()

FIRENZE - L’Orto Torto esiste dal 2010 e da ben 7 anni, tramite l’Associazione Solidarietà e Accoglienza - Caritas Fiesole, promuove l’agricoltura sociale come mezzo per favorire l’integrazione sociale e lavorativa di persone con disturbi psichiatrici e in situazioni di grave svantaggio sociale. Un terreno di circa un ettaro, in località Carresi dove negli anni sono approdate molte persone con difficoltà psichiatriche e con storie complesse di marginalità grave che, grazie al lavoro nell’Orto, hanno avuto un’evoluzione positiva.

L’orto solidale
Un punto dal quale ripartire, in assenza di alternative, una culla e un luogo protetto per tutte quelle persone che a un certo punto della loro esistenza si sono ritrovate sole, anche a causa dello scoppio della crisi economica del 2009. Attraverso l’agricoltura - esclusivamente di prodotti biologici - l’Orto Torto è diventato strumento di cultura, di lavoro educativo e di cura. Sì, perché insieme agli ortaggi, le persone emarginate sono crescite, gradualmente, riacquistando fiducia nelle proprie capacità, nella propria intelligenza e manualità.

La campagna di crowdfunding
Le cose, però, non vanno sempre come previsto e anche attività di questo genere, inclusive, sociali e che fanno bene alla cittadinanza, possono attraversare periodi di crisi. Dopo quasi 7 anni di attività L’Orto Torto rischia di chiudere per mancanza di risorse. Niente più fondi per pagare gli stipendi part time degli operatori, ma anche per acquistare i semi, il carburante per la pompa dell'acqua di irrigazione, il motocoltivatore, e tanti altri beni. Per questo motivo l’associazione ha deciso di affidarsi al crowdfunding, nell’ambito dell’iniziativa della Fondazione Il Cuore si scioglie, in collaborazione con Eppela. Il crowdfunding, in questo senso, non è visto solo come l’opportunità di reperire fondi, ma anche come mezzo di comunicazione. L’obiettivo della campagna, infatti, non è solo raccogliere ciò che è necessario per continuare l’attività agricola, ma anche promuovere l’Orto sul territorio così che la popolazione possa frequentarlo per acquistare i prodotti, collaborare con le attività o prendere un caffè in amicizia. Qui per sostenere la campagna.

«Pensati con il Cuore»
In collaborazione con Eppela e con le realtà associative dei territori toscani dove i progetti si svolgono la campagna «Pensati con il Cuore» ruota intorno a progetti che intendono portare alla luce quattro temi importanti: povertà, marginalità e integrazione, emergenza abitativa e violenza di genere. Con il crowdfundign la Fondazione vuole accogliere le richieste del territorio e dare supporto a quelle realtà pronte a mettersi in gioco per costruire una solidarietà sempre più partecipata e collaborativa: «Con questa campagna apriamo le porte al contributo di chiunque, anche di un singolo cittadino, che abbia una buona idea da proporre alle tante associazioni attive sul territorio toscano - ha detto Giulio Caravella, consigliere della Fondazione Il Cuore si scioglie -. Solidarietà e partecipazione sono le parole chiave perché ai destinatari dei progetti venga offerta una rete di opportunità finalizzata alla loro autonomia e alla loro piena integrazione sociale».