27 giugno 2017
Aggiornato 02:00
venture capital

Quali sono i fondi che investono di più in startup

Dealroom, azienda olandese che fa da ponte tra startup innovative e investitori, ha stilato una classifica dei 500 venture capital più attivi in Europa

Quali sono i fondi che investono di più in startup
Quali sono i fondi che investono di più in startup (Adobe Stock)

ROMA - Sappiamo già che come Paese non siamo messi proprio benissimo quanto a capitali investiti in startup e innovazione. I numeri, tuttavia, scattano la fotografia di un’Italia che ha voglia di crescere. Nei primi 3 mesi del 2017 sono stati investiti 38 milioni in startup italiane. Che diventano 38,7 se si considerano le principali campagne di equity crowdfunding fatte in questo trimestre. Rispetto all’anno scorso stiamo parlando di una crescita pari al 42% per ben 24 investimenti fatti. Numeri che ci piacciono. Siamo ancora lontani dai nostri vicini di casa, ma le prospettive sembrano essere buone. Intanto Dealroom, azienda olandese che fa da ponte tra startup innovative e investitori, ha stilato una classifica dei 500 venture capital più attivi in Europa.

I migliori Venture Capital d’Europa
Una guida parziale, precisano da Dealroom, la cui versione completa uscirà il 27 aprile, frutto di studi e ricerche approfondite sulle base dei dati raccolti. La classifica, nella fattispecie, è stata realizzata tenendo conto di diversi parametri che vanno dal numero di startup in portfolio, numero di round realizzati negli ultimi 12 mesi e volume degli stessi, numero di exit realizzate negli anni, l’efficienza del capitale, il numero di aziende in portfolio con una valutazione superiore ai 500 milioni di euro. Dal foglio Google che potrete consultare voi stessi, emerge una classifica stilata in base ai dati raccolti da un gruppo di oltre 6500 investitori in capitale di rischio attivi in Europa. A guidare la graduatoria generale sono Index Ventures (UK), HV Holtzbrinck Ventures (GER) e Sequoia Capital (USA, presente nell’elenco per via della sua attività in Israele).

Top 10 Europa

1) Index Ventures
2) HV Holtzbrinck Ventures
3) Sequoia Capital (U.S.)
4) Accel Partners
5) Insight Venture Partners (U.S.)
6) Rocket Internet SE
7) Balderton Capital
8) Greylock Partners (U.S.)
9) Bessemer Venture Partners (U.S.)
10) Oleg Tscheltzoff

I migliori Venture Capital italiani
Qual è, invece, la situazione italiana? Il nostro primo fondo di venture capital, a livello, europeo si piazza al 158esimo posto ed è Innogest Capital. Seguono P101 al 267esimo posto in Europa e United Ventures, 288esimo. Innogest Capital ha investito 46,4 milioni di euro negli ultimi 12 mesi, P101 ne ha investiti ben 28,9 e United Ventures 91,1 milioni di euro negli ultimi 12 mesi (sempre secondo i dati in possesso dell'azienda olandese).

 Top 5 Italia

1) Innogest Capital
2) P101
3) United Ventures
4) LVenture Group
5) Italian Angels for Growth

Gli altri Venture Capital
Per ciò che riguarda le nazioni vicine, sempre secondo i dati raccolti dalla ricerca, il primo posto nella classifica per il Regno Unito è rappresentato dal fondo Index Ventures. In Francia in testa troviamo il fondo Oleg Tscheltzoff, in Germania HV Holtzbrinck Ventures, in Spagna Nauta Capital mentre in Israele il primo posto è occupato dal fondo Carmel Ventures. Il 27 aprile DealRoom rilascerà un database definitivo che avrà all’interno una serie di filtri che permetteranno allo startupper di scegliere il fondo in base alla location il seed e il Paese in cui il fondo è più attivo. Appuntamento al 27 aprile.

Perché in Italia si investe poco
Tante startup (all’apposita sezione del registro delle imprese siamo a quota 7mila), tanti incubatori e acceleratori (ce ne sono oltre un centinaio, ridotti a 38 quelli certificati dalle recenti disposizioni del MISE) e pochissimi venture capital. Sarà forse questo il motivo per cui, nel nostro Paese, le startup stentano a decollare per mancanza di fondi? Non esattamente. Perchè, a conti fatti, siamo una nazione dove la ricchezza pro capite è piuttosto alta. Potremo fare molto, ma perchè continuiamo a essere considerati il fanalino di coda del sistema innovativo globale? «Siamo pieni di idee e di giovani talenti - ci racconta Rocchietti del Club Investitori - e se le startup hanno un bel progetto è abbastanza semplice riuscire a ricevere il primo seed (stiamo parlando di 200-300mila euro di finanziamento). Il problema è che agli imprenditori italiani mancano delle competenze importanti, di execution, che anche noi come Club degli Investitori facciamo fatica a trovare. Arriva un punto, infatti, in cui oltre a fare bisogna anche saper vendere». Soluzione? Aiutare gli startupper a essere imprenditori veri e i business angels a incontrarsi e associarsi, insomma, rendersi riconoscibili.