25 giugno 2017
Aggiornato 21:00
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Il Corporate Venture Capital è la molla per accelerare l'Italia

In Italia i tempi sono maturi e su 40mila investitori ben 5mila sono corporate che hanno deciso di investire nelle startup. Segno che qualcosa sta cambiando.

Il Corporate Venture Capital è la molla per accelerare l'Italia
Il Corporate Venture Capital è la molla per accelerare l'Italia (Shutterstock.com)

ROMA - Fare innovazione in Italia, lo sappiamo, non è semplice. Malgrado il Belpaese si stia incamminando nella giusta direzione e lo confermano gli investimenti fatti nel 2016, la strada per essere competitivi in Europa e nel resto del mondo è ancora in salita. Questo perchè, se da una parte abbiamo un pullulare di startup (sono ormai 7mila quelle iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese), dall’altra scarseggiano gli investimenti. Un’opportunità importante per l’Italia, però, potrebbe essere proprio il Corporate Venture Capital. Di fatto, i tempi sono maturi, e questo tipo di modello è già in forte espansione nei mercati europei.

Cos’è il Corporate Venture Capital
Il Corporate Venture Capital (in-vestimento in capitale di rischio di start up da parte di aziende consolidate attraverso un proprio veicolo) è ormai una prassi consolidata. CBInsights ha realizzato una lista dei 55 più attivi Corporate Venture Capital a livello mondiale, ma la cifra dei totali è molto più elevata: nel corso del 2016 176 hanno realizzato almeno un investimento. Il Corporate Venture, storicamente appannaggio dei settori ICT e Life Sciences, si sta gradualmente espandendo anche a quelli più tradizionali, dove il ruolo dell’innovazione tecnologica è ormai diventato un fattore critico di successo. Rispetto al Venture Capital tradizionale, il Corporate Venture Capital non cerca soltanto un rendimento finanziario, ma soprattutto sinergie di tipo industriale (es. sviluppo specifiche capability, scouting tecnologico arricchimento portafoglio di offerta) e, oltre a fornire capitali alle startup partecipate, apporta competenze e risorse specialistiche della Casa madre utili per accelerare il time to market delle nuove iniziative. In un paese come l’Italia che vanta una tradizione di grandi imprese, il Corporate Venture Capital potrebbe davvero essere la chiave per l’accelerata finale dell’ecosistema innovativo.

Il Corporate Venture Capital in Europa
E i numeri (specialmente quelli internazionali) scattano la fotografia di un fenomeno che funziona. I CVC europei hanno partecipato nel 2016 ad almeno 292 deal pari a circa 4 miliardi di dollari, di cui il 51 percento indirizzati ad aziende B2B e il 49 percento ad aziende B2C. Il fintech il settore che attrae più investimenti, seguito da mobilità/driverless car, energia, intelligenza artificiale. A fare da capolista la Francia con 67 deal e più di 1,1 miliardi di dollari investiti, dove Parigi ha sorpassato addirittura Londra e Berlino. E questo soprattutto grazie a SNFC (la compagnia ferroviaria di proprietà statale) che è uno degli investitori più attivi in Europa e si concentra principalmente su startup che fanno parte del settore della mobilità.

Cosa accade in Italia
Il Primo Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital a cura di Assolombarda, Italia Startup e SMAU ha scattato la fotografia di un’Italia che, in modo sorprendente, ha risposto in modo positivo al Corporate Venture Capital. Su 40mila investitori, infatti, 5mila sono corporate,  concentrate nel capitale di poco meno di 2 mila startup innovative. La maggior parte delle imprese che investono in startup innovative sono large corporate, quindi con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro (2.858) e si concentrano principalmente su ricerca e sviluppo e per la trasformazione digitale.