linea comune tra i ministeri

Robotica e intelligenza artificiale: c'è la mozione alla Camera

La mozione impegna il Governo a favorire una linea comune tra i ministeri nell'approccio a queste tematiche; a promuovere attività di formazione, ricerca e sviluppo nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca italiani di tali tecnologie

Robotica e intelligenza artificiale: c'è la mozione alla Camera
Robotica e intelligenza artificiale: c'è la mozione alla Camera (Shutterstock.com)

ROMA - Dopo la proposta di legge della Comunità Europea in merito ai robot e l’intelligenza artificiale, anche in Italia si sta sentendo forte l’esigenza di normare il settore della robotica. Il Governo deve intraprendere azioni che portino a "uno sviluppo sostenibile della robotica, dell'intelligenza artificiale e della sicurezza informatica». È proprio questo quanto chiede un gruppo di deputati di diversi partiti con una mozione promossa dall'ex ministro ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca Maria Chiara Carrozza.

Cresce la vendita dei robot
Nel 2014, si mette in evidenza nel documento che ha come primo firmatario il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato, "la crescita della vendita dei robot è aumentata al 29 per cento, quasi il doppio della media degli anni precedenti». Mentre "le richieste di brevetto per le tecnologie robotiche sono triplicate nel corso dell'ultimo decennio». Questo trend non è destinato ad arrestarsi, anzi. Secondo i legislatori, ci si attende "che nei prossimi anni saranno venduti circa 35 milioni di robot personali in tutto il mondo, per uso domestico, per i veicoli senza guidatore, per l'intrattenimento, educazione, l'assistenza sanitaria». Ed "entro il 2020 si prevede che il mercato mondiale avrà un valore di oltre 150 miliardi di dollari".

Una rivoluzione di portata epocale
Lo sviluppo e la crescita del settore della robotica e delle intelligenze artificiali, per Paolo Coppola (Pd), componente dell'Intergruppo parlamentare per l'Innovazione, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni e tra i firmatari della mozione, "avrà effetti dirompenti dal punto di vista dell'organizzazione del lavoro con importanti conseguenze sull'occupazione ma anche sullo stile di vita dei cittadini. E per questo bisogna adottare misure che ci consentano di governare al meglio questo cambiamento». Secondo Coppola, è necessario agire su più fronti, dal momento che ci si trova di fronte a una rivoluzione di portata epocale. "Le innovazioni hanno sempre trasformato il mondo del lavoro ma mai, prima d'ora, a una tale velocità e con impatto così forte su impieghi di ogni genere. Ma viviamo in un mondo globalizzato, nel quale il luddismo non funziona. Il nostro Paese deve essere competitivo e abbracciare strumenti innovativi. Ma al tempo stesso deve essere in grado di non lasciare indietro chi ne subisce gli effetti dal punto di vista occupazionale".

Promuovere attività di ricerca e formazione
Per raggiungere questo obiettivo, la mozione impegna il Governo a favorire una linea comune tra i ministeri nell'approccio a queste tematiche; a promuovere attività di formazione, ricerca e sviluppo nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca italiani di tali tecnologie e a sostenerne le applicazioni alla produzione industriale e ai servizi civili in imprese consolidate e a startup innovative, in linea con quanto emerso dall'indagine conoscitiva della Camera su Industria 4.0, in linea con il piano nazionale, tenendo conto dei problemi aperti relativi al tema della cyber security e della rilevanza etica e dell'impatto che questi cambiamenti avranno sulla società e sul mondo del lavoro. Senza dimenticare, dunque, di analizzare soluzioni alternative e nuove di welfare in merito agli effetti che lo sviluppo della robotica e dell'intelligenza artificiale avrà sull'occupazione.

La tassazione dei robot
Il dibattito ferve anche a livello internazionale. Recentemente il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha proposto di tassare i robot che svolgono lavori umani. Mentre i deputati Ue, con una risoluzione approvata il 16 febbraio, chiedono alla Commissione europea di definire un quadro giuridico comune in materia di robotica e intelligenza artificiale. Alcune nazioni, tra le quali gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Giappone, la Cina e la Corea del Sud stanno prendendo in considerazione, e in una certa misura hanno già adottato, atti normativi in queste materie. Ma anche alcuni Paesi membri dell'Ue, in modo autonomo, hanno iniziato a riflettere su possibili cambiamenti legislativi per tenere conto delle applicazioni emergenti di tali tecnologie.