20 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
scacco a londra

Perché Parigi è la nuova Silicon Valley d'Europa

Iniziative del Governo e delle banche. Perché Parigi è la nuova Silicon Valley delle startup in Europa

PARIGI - All’indomani della Brexit, oltre a ipotizzare gli scenari che un referendum come quello potesse causare all’economia e, in particolare alla startup, l’attenzione si è focalizzata soprattutto su quale nazione avrebbe potuto prendere il posto di Londra come incubatore d’eccellenza per lo sviluppo di nuove aziende innovative. Paesi scandinavi e Germania al primo posto. Peccato che, se guardiamo ai numeri, potrebbe esserci una nuova candidata: Parigi.

Un miliardo di euro in 6 mesi
Un miliardo di euro in soli sei mesi, da gennaio a giugno. E’ questo il valore degli investimenti spesi nelle startup francesi. Insomma, un ecosistema europeo che può tranquillamente competere con la culla della Silicon Valley. Un vero e proprio record. Società di servizio come Drivy che ti consente di affittare la tua auto quando non ti serve e quindi di integrare lo stipendio, oppure neoaziende specializzate nel biomedicale come Gecko che ha inventato una nuova colla da usare in chirurgia, che per la prima volta hanno superato le startup inglesi.

Il ruolo del governo
Ma come? Innanzitutto ruolo da padrone l’ha fatto il Governo con alcune iniziative, a partire dal credito d'imposta che scatta sul 30% delle spese per ricerca e sviluppo. E poi gli incentivi con uno dei programmi che sta diventando tar i più ambiti di tutta europa, sulla stregua di Start-Up Chile. Si chiama French Tech ed è un piano del governo francese che ha investito 215 milioni per accelerare la crescita di imprese digitali e per attirare i migliori talenti del futuro, anche dall'estero (i cosiddetti «french tech ticket»). Un piano, questo, che prevede anche l'internazionalizzazione delle start up francesi con la creazione di hub in tutto il mondo.

Il ruolo delle banche
Un ruolo importante lo giocano anche le banche con il sostegno di diversi fondi di private equity e di quella Bpi, Banque publique d'investiment, braccio finanziario della Cassa depositi e prestiti, che solo l'anno scorso ha impegnato 21,7 miliardi di euro nel sostegno finanziario, o con prestiti o con equity, di ben 86 mila aziende di taglia piccola e media e di centinaia di startup. Così si spiega il record del miliardo erogato (non solo da Bpi, si capisce) nei primi sei mesi di quest'anno, un livello che fa già prevedere il nuovo record di 2 miliardi da qui alla fine del 2016, vale a dire 300 milioni in più rispetto al 2015 quando i finanziamenti alle startup toccarono il tetto di 1,7 miliardi, quasi il doppio rispetto ai 900 milioni di euro del 2014. Con queste cifre Parigi rappresenta ormai il 16% dei finanziamenti su scala europea e il 27% delle aziende finanziate, lo stesso livello della Svezia che, però, raggiunge il miliardo di euro con una sola operazione di leve de fonds (raccolta di fondi) quella a favore di Spotify, la piattaforma musicale.