17 gennaio 2021
Aggiornato 19:00
cyber security

Internet of Things, la nuova frontiera degli hacker

Se da una parte assistiamo al proliferare di oggetti connessi, dall’altra assistiamo anche all’aumento dei cyber attacchi nei confronti di questi nuovi dispositivi. Più dispositivi collegati significano più vettori di attacco

ROMA - Connessione tra oggetti e persone in tempo reale che crea interazione con l’obiettivo di portare all’azione e quindi alla creazione di valore aggiunto in un tempo molto ristretto. E’ questo l’Internet of Things, la rete di apparecchiature e dispositivi, diversi da computer e smartphone, connessi a Internet ed equipaggiati con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi.

Il mercato dell’Internet of Things
Un mercato, quello dell’Internet of Things, che mira a crescere sempre più. Secondo un rapporto targato Cisco, la prima società europea che investe in startup, il numero di dispositivi connessi ha superato la popolazione mondiale nel 2008 e ci sono più di 25 miliardi di oggetti capaci di comunicare gli uni con gli altri via internet (una media di 3,47 dispositivi a persona) nel 2015. Secondo la Commissione europea il numero di connessioni nel vecchio continente aumenterà da 1,8 miliardi nel 2013 a 6 miliardi nel 2020. Un mercato con cifre da capogiro. E che dà la possibilità di effettuare operazioni che fino a poco tempo fa erano praticamente impensabili come controllare un condizionatore, accendere e spegnere le luci di casa, regolare la temperatura del termostato direttamente dal nostro smartphone.

Terreno fertile per gli hacker
Se da una parte assistiamo al proliferare di oggetti connessi, dall’altra assistiamo anche all’aumento dei cyber attacchi nei confronti di questi nuovi dispositivi. Più dispositivi collegati significano più vettori di attacco e conseguentemente maggiori probabilità per gli utenti di diventare bersaglio degli hacker. Anche la sicurezza degli oggetti IoT potrebbe essere minata. Recentemente, infatti, alcuni ricercatori hanno scoperto vulnerabilità critiche in una vasta gamma di baby monitor collegati in rete, potenzialmente sfruttabili dagli hacker per effettuare una serie di attività illecite come il monitoraggio dei live feed, la modifica delle impostazioni della camera autorizzando, ad esempio, altri utenti a guardare e controllare da remoto il baby monitor. Altre dimostrazioni arrivano, in più, dalla vita quotidiana. E’ stato, infatti, dimostrato che un hacker può facilmente compromettere un’auto connessa a Internet, prendendone il controllo quando è in movimento, sbloccando le porte e addirittura spegnerla quando è in moto. Diverse misure di sicurezza e prevenzione sono state introdotte a livello dei device IoT e molti sforzi vengono fatti dalle aziende per evitare che possano accadere incidenti gravi. Oggi, infatti, i fornitori di sicurezza e produttori di questi oggetti stanno collaborando attivamente per evitare che questo mondo vada fuori controllo.

Come sfruttare al meglio l’Internet of Things
È necessario prevedere un sforzo per incrementare la protezione degli oggetti IoT, per garantire la privacy dei consumatori e la funzionalità e l’efficienza di aziende e società. «Mentre lo sforzo per mettere in sicurezza questi device è consistente, molto c’è ancora da fare per sfruttare al meglio l’IoT all’interno di un ambiente, di un’infrastruttura affidabile e sicura - ha detto Massimo Turchetto, CEO & Founder di SGBox -. I gateway che connettono i device alle reti dei fornitori di servizio e dei produttori devono essere messi in totale sicuezza. Anche i repository dove vengono memorizzati tutti i dati generati dai sistemi IoT possono diventare obiettivi invitanti per hacker aziendali interessati a sottrarre dati da rivendere per ottenere profitti, come già accaduto nei molti casi di violazioni e furti di dati che abbiamo osservato negli ultimi anni».