3 dicembre 2020
Aggiornato 08:00
il 73% ha migliorato la capacità di innovare

Una PMI di successo deve investire sui Big Data

Le PMI ‘data-equipped’ traineranno la crescita del Paese: sono 2 volte più ottimiste sulle prospettive di sviluppo e il 73% ha migliorato la propria capacità di innovare grazie alla tecnologia

MILANO — In uno scenario dominato dai Big Data, le PMI italiane in grado di gestire il proprio patrimonio informativo si rivelano quelle con maggiore potenziale di crescita, come emerge dalla nuova ricerca Microsoft-Ipsos Mori 2016 «PMI e nuove tecnologie: il valore dei dati». In Italia le PMI che si fanno carico della gestione dei dati sono due volte più inclini ad avere aspettative positive sul miglioramento della propria situazione finanziaria nei prossimi 12 mesi.

I Big Data per far crescere le PMI Innovative
Il 46% delle PMI che gestiscono i propri dati sono più ottimiste sulle proprie prospettive di crescita, rispetto alle realtà che non sono in grado di aggregare e interpretare dati. Sono invece solo la metà, per la precisione il 25%, di quelle che non si fanno carico della gestione strategica dei dati a mostrarsi fiduciose sulle proprie possibilità di ampliamento del business nel corso del prossimo anno. Le PMI dotate di competenze e tecnologie utili per estrapolare insight strategici dal patrimonio informativo aziendale, sono quelle che traineranno la crescita economica del Paese, dal momento che è più probabile che lancino nuovi prodotti o servizi (46% rispetto a 17%) o che approdino su mercati esteri (43% contro il 17%). Un trend in linea con il quadro europeo, che conferma essere le PMI più attente ai dati, anche le più propense all’innovazione di prodotto (45% VS 27%) e all’internazionalizzazione (32% VS 18%).

Le PMI italiane sono attente ai Big Data
Nel panorama europeo, l’Italia si distingue nel complesso per una buona capacità di gestire i dati: il 60% dei Business Decision Maker delle PMI italiane crede che i dipendenti della propria azienda siano ‘attrezzati’ per gestire dati e insight che emergono dai vari reparti. E in effetti anche i dipendenti sono allineati, dal momento che il 66% ritiene di avere competenze e strumenti per poter beneficiare di insight aziendali. In particolare il 66% dei dipendenti delle PMI nostrane afferma di essere in grado di accedere in modo immediato alle informazioni e agli insight di business per rispondere alle esigenze dei clienti e il 62% afferma che le informazioni siano facilmente disponibili per aiutarli a identificare e cogliere nuove opportunità. Dalla ricerca emerge un certo appetito per investimenti in strumenti di analisi, interesse motivato dal desiderio di ottimizzare i processi di business: il 50% dei decisori delle PMI italiane afferma che la propria azienda ha intenzione di investire in data analytics, puntando su tool che spazino dalle misurazioni real-time al consolidamento dei dati trasversali a più reparti (anche l’Internet of Things viene citato come una prospettiva di investimento). In generale i Big Data vengono considerati una leva importante nell’identificare nuove opportunità di business: il 60% dei decisori aziendali reputa gli analytics una priorità per individuare prospect. Anche la data security viene considerata una priorità nell’ambito della strategia IT aziendale (60%).

Perché investire sulle PMI Innovative
«Investire sulle PMI rappresenta la chiave di volta per sostenere la crescita in Italia, ma più in generale in Europa, dove le PMI rappresentano il 99% del tessuto economico e i 2/3 dell’occupazione del settore privato. I dati offrono una vantaggio competitivo alle PMI e sempre più dipendenti e decision maker italiani sono consapevoli del loro valore strategico: le aziende in grado di gestirli e di estrapolarne insight di business sono due volte più ottimiste sulle proprie prospettive di crescita - ha commentato Vincenzo Esposito, Direttore della Divisione Piccola e Media Impresa e Partner di Microsoft Italia -. Quello dei Big Data è un fenomeno ormai pervasivo e aziende di qualsiasi dimensione e settore possono fare affidamento su una quantità sempre crescente di dati provenienti dalle varie funzioni aziendali, ma anche da clienti, fornitori e partner e che possono generare utili insight in termini di consumi, vendite e tendenze di mercato. Gestire questi dati non è una prerogativa delle aziende di grandi dimensioni, anzi rappresenta una leva di crescita per quelle piccole e medie. In linea a quanto succede in Europa, le PMI italiane di maggior successo sono infatti quelle dotate delle competenze e delle tecnologie utili per esplorare tali dati e utilizzarli a proprio vantaggio per cogliere nuove opportunità di business. Per questo Microsoft s’impegna per accompagnare le PMI italiane nel proprio percorso di trasformazione digitale puntando anche su Cloud Computing, Big Data e Internet of Things e offre formazione, consulenza e strumenti intuitivi per raccogliere dati utili e tradurli in informazioni a supporto dei processi decisionali».