20 agosto 2019
Aggiornato 12:00
inchiesta

Antitrust Ue accusa Google: «Abuso posizione dominante Android»

Google ha concesso incentivi finanziari significativi ad alcuni dei maggiori fabbricanti di smartphone e tablet, affinché preinstallino sui loro dispositivi esclusivamente Google Search

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ROMA - Google viola le regole e abusa della sua posizione dominante. Android è un sistema a sorgente aperta che chiunque può quindi liberamente utilizzare e sviluppare per creare un sistema operativo mobile modificato (una variante Android). Tuttavia, se un fabbricante intende preinstallare in un suo dispositivo applicazioni di cui Google detiene i diritti, compresi Google Play Store e Google Search, deve sottoscrivere con Google un "accordo antiframmentazione" ("Anti-Fragmentation Agreement") con cui si impegna a non vendere dispositivi che utilizzano varianti Android.

Google a rischio multa
La condotta di Google ha avuto un impatto diretto sui consumatori, negando loro l'accesso a dispositivi mobili intelligenti e innovativi basati su versioni alternative, potenzialmente superiori, del sistema operativo Android. Ad esempio, la Commissione ha riscontrato che la condotta di Google ha impedito ai fabbricanti di vendere dispositivi mobili intelligenti basati su una variante Android concorrente che aveva il potenziale di diventare un'alternativa valida al sistema operativo Android di Google. In tal modo, Google ha anche sbarrato una strada importante che permetterebbe ai suoi concorrenti di introdurre applicazioni e servizi, in particolare servizi di ricerca generica, preinstallabili su varianti Android. Google ha concesso incentivi finanziari significativi ad alcuni dei maggiori fabbricanti di smartphone e tablet, nonché a operatori di reti mobili, affinché preinstallino sui loro dispositivi esclusivamente Google Search. Google ha così limitato gli incentivi di fabbricanti e operatori di reti mobili a preinstallare servizi di ricerca concorrenti sui dispositivi che commercializzano. In effetti, la Commissione ha potuto rilevare che l'obbligo di esclusiva ha influenzato la scelta di taluni fabbricanti di dispositivi e operatori di reti mobili se preinstallare o meno servizi di ricerca concorrenti.

Antitrust UE contro Google
Questa inchiesta è distinta e separata da quella che la Commissione sta formalmente conducendo ai sensi della normativa antitrust su altri aspetti della condotta di Google nel SEE, che riguarda fra l'altro il trattamento favorevole dato da Google nei risultati delle ricerche generiche ai propri servizi di ricerca specializzata e le riserve riguardo all'appropriazione di contenuti web di concorrenti (il cosiddetto "web scraping"), l'esclusiva nella pubblicità e restrizioni indebite imposte agli inserzionisti. L'articolo 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue) vieta l'abuso di posizione dominante che possa essere pregiudizievole al commercio e impedire o limitare la concorrenza. L'attuazione di tale disposizione è definita nel regolamento antitrust (regolamento n. 1/2003 del Consiglio), che può essere applicato dalla Commissione e dalle autorità nazionali garanti della concorrenza degli Stati membri dell'UE. Oggi la Commissione ha adottato una decisione per includere nell'indagine su Google Android anche Alphabet Inc., la società madre di Google, creata dopo l'avvio del procedimento nei confronti di Google. La comunicazione degli addebiti è rivolta sia a Google sia a Alphabet Inc.

Una faccenda che andrà per le lunghe
La comunicazione degli addebiti è una fase formale delle indagini della Commissione su sospette violazioni delle norme antitrust dell'Ue. La Commissione informa per iscritto le parti interessate sugli addebiti mossi nei loro confronti. I destinatari possono esaminare i documenti contenuti nel fascicolo di indagine della Commissione, rispondere per iscritto e chiedere un'audizione per presentare le loro osservazioni sul caso a rappresentanti della Commissione e delle autorità nazionali garanti della concorrenza. L'invio di una comunicazione degli addebiti non pregiudica l'esito dell'indagine, in quanto la Commissione prende una decisione definitiva solo dopo che le parti hanno esercitato il diritto di difesa. La legge non impone alla Commissione alcun termine temporale per la conclusione di indagini antitrust su condotte anticoncorrenziali. La durata di un'indagine antitrust dipende da una serie di fattori, tra cui la complessità del caso, il grado di cooperazione con la Commissione dell'impresa interessata e l'esercizio del diritto di difesa. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web Concorrenza della Commissione nel registro pubblico dei casi, al numero 40099.