2 giugno 2020
Aggiornato 14:00
il futuro è qui

Lenti a contatto smart, avremo occhi bionici come visori 3D?

Si sviluppano lenti a contatto intelligenti e si apre il dibattito sulla possibilità di occhi bionici: e se le lenti a contatto si trasformassero in visori 3D?

Occhio bionico
Occhio bionico Shutterstock

ROMA - L’uomo bionico è dietro le porte e chissà che già le nuove generazioni non possano sperimentare su se stesse le tecnologie più avanzate. Del resto l’innovazione sta subendo un’impennata esponenziale con lo sviluppo della stampa 3D arrivata a produrre organi e bioprotesi, della realtà aumentata che ci permette di vivere esperienze virtuali come se fossimo veri e propri protagonisti. Per non parlare della wearable technology e degli sviluppi sui dispositivi indossabili. Insomma, avete presente quei film futuristici dove l’uomo è composto da componenti e dispositivi elettronici? Ecco, forse forse non siamo poi così lontani.

Lenti a contatto intelligenti
E’ probabile che molto presto gli specchi delle nostre case o il cruscotto delle nostre autovetture si trasformeranno in veri e propri display dove poter prendere visione dei messaggi di posta elettronica, delle notifiche di Facebook e dove poter scorrere le fotografie delle nostre vacanze. Ma pensate se queste nuove tecnologie fossero introdotte direttamente in lenti a contatto bioniche. C’è poco da stupirsi perché a lanciare la rivoluzione è proprio una delle aziende più famose al mondo, la Samsung, che starebbe brevettando un paio di lenti a contatto intelligenti, dotate di un mini-display che ha il compito di proiettare le immagini direttamente negli occhi di colui che indossa le lenti. Un’innovazione che non si arresta e che prevede l’integrazione anche di una fotocamera in grado di scattare foto all’insaputa degli altri che potrebbe generare terreno fertile ai dibattiti in campo di privacy.

Occhi bionici, esiste già il prototipo
L’occhio bionico è davvero a portata di mano e davvero potremmo visionare mail e notifiche Facebook direttamente dai nostri occhi. Secondo uno studio apparso sulle pagine del Journal of Micromechanics and Microengineering, l'uso di questa tecnologia sarebbe più vicina di quanto si potrebbe pensare: infatti i ricercatori della Washington University (Usa) e della Aalto University (Finlandia) hanno dimostrato che, negli animali, il sistema è sicuro e non comporta rischi né per la cornea né per il resto dell'organismo. Il prototipo esiste già ed è stato messo a punto dal professor Babak A. Parviz e dal suo team di studenti. Si tratta di una lente che incorpora led e microcomponenti come antenne miniaturizzate, biosensori e circuiti semitrasparenti in grado di generare immagini virtuali nel campo visivo di chi le indossa.

Realtà aumentata sulle lenti a contatto
L’applicazione di questa nuova tecnologia potrà avere una portata davvero epica, un vaso di Pandora per gli appassionati del settore. In primo luogo dal punto di vista medico: un’applicazione delle lenti potrebbe essere  il monitoraggio della glicemia nei diabetici, possibile grazie a un particolare sensore incorporato nella lente in grado di rilevare la concentrazione della molecola del glucosio. Ma il raggio d’azione si amplia se parliamo di realtà virtuale e in particolare di videogiochi virtuali. La stessa tecnologia applicata ai visori 3D potrebbe essere incorporata in un paio di lenti a contatto rendendo di fatto inutile l’utilizzo degli stessi. Concetto troppo futuristico? Difficile dire quando queste tecnologie potranno essere applicate sull’uomo, ma stando all’andamento delle ricerche non siamo così lontani.

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