20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
cosmo

Scoperto buco nero gigante, 17 miliardi di volte più grande del Sole

Il super buco nero è sttao scoperto dalla ricercatrice Chung-Pei, la studiosa dell'University of california-Berkeley. Ha una dimensione pari a 17 volte quella del Sole

Scoperto super buco nero
Scoperto super buco nero Shutterstock

LOS ANGELES - Un buco nero super gigante pari a 17 miliardi di Soli è stato scoperto al centro della galassia NGC 1600, una zona che secondo Chung-Pei, la studiosa che l’ha trovato, risulterebbe scarsamente popolata, a 200 milioni di anni luce dalla Terra.

Scoperto un super buco nero
La scoperta di questo enorme buco nero si inserisce nell’ambito del progetto Massive Survey dell’University of California-Berkeley, uno studio sulle galassie più massicce e buchi neri supermassicci dell’universo locale. Il super buco nero, come spiegato dalla stessa scavatrice, si trova in una zona poco popolata, «in una galassia ellittica situata nei pressi di un piccolo gruppo di 20 galassie». Un vero record e una rarità dato che buchi neri di tali dimensioni sono stati scoperti sono in galassie cosiddette grandi e in aree dell’Universo che risultavano decisamente più popolate.

Come si forma un buco nero
Il buco nero più grande si trova infatti in un ammasso di galassie situato nella costellazione della Chioma di Berenice: si tratta di un buco nero pari a 21 miliardi di Soli. Di fatto un buco nero è una regione spaziotempo con un campo gravitazionale talmente intenso che nulla al suo interno può sfuggire all’esterno, neppure la luce. La teoria più accreditata riguardo alla formazione dei buchi neri è relativa al collasso gravitazionale. Questo si verifica quando una stella ha concluso il proprio ciclo vitale, ovvero ha consumato - tramite fusione nucleare - il 90% dell’idrogeno trasformandolo in elio. A questo punto nel nucleo della stella si arrestano le reazioni nucleari e la forza gravitazionale prevale comprimendo la massa della stella verso il suo centro. Solitamente si innesca la fusione nucleare dell’elio, in seguito alla quale c’è la produzione di litio, azoto e altri elementi e una conseguente contrazione e espansione violenta della stella. Se il nucleo della stella supera una certa massa si giunge altresì alla sintesi del ferro. E’ in questo momento che la stella giunge al collasso gravitazionale, subendo una contrazione fortissima che fa entrare in gioco la pressione di degenerazione tra i componenti dei nuclei atomici. In questo modo il processo di contrazione si arresta, si verifica l’esplosione della stella con conseguente espulsione della materia. Ciò che rimane è un nucleo denso e massiccio incapace di contrastare la forza gravitazionale e diventando esso stesso sorgente di campo gravitazionale. La stella è diventata un buco nero.