29 settembre 2020
Aggiornato 22:30
sfida a ups e fedex

Amazon, le merci viaggeranno con i droni

Compagnie aeree e piloti inoltre sostengono che l'accesso ai cieli di molti droni commerciali potrebbe creare rischi alla sicurezza

NEW YORK - Mai come in questo momento, l'attività di lobby di Amazon in Usa è stata così intensa. Il colosso del commercio elettronico spende milioni di dollari e si incontra regolarmente con i legislatori e varie autorità con l'intento di diventare un colosso delle consegne e della logistica che un giorno potrebbe eventualmente sfidare aziende come Ups e FedEx. E infatti gli analisti si aspettano che Amazon prenda il controllo del trasporto delle merci che vende sul suo sito, magari dalla fabbrica alla porta della persona che li ha acquistati.

Per questo il gruppo fondato da Jeff Bezos ha recentemente siglato un accordo per un leasing di 20 aerei cargo di Boeing mentre sta costruendo la sua flotta di droni, sta acquistando Tir e sta arruolando conducenti per le consegne su richiesta. E per questo Amazon sta facendo pressioni affinché vengano consentiti usi nuovi dei droni commerciali, sia alzato il limite massimo della lunghezza dei camion, sia migliorata la condizione di strade e ponti e sia siglato un partner delle consegne, il Servio postale Usa. Questi sforzi sono ai primi passi ma già incontrano resistenze. E' il caso per esempio dei produttori di droni, secondo cui Amazon sta spingendo su questi fronti troppo forte e troppo velocemente. Compagnie aeree e piloti inoltre sostengono che l'accesso ai cieli di molti droni commerciali potrebbe creare rischi alla sicurezza. C'è chi poi dice che camion più lunghi rendo le strade più pericolose. Amazon comunque tira dritto. Lo dimostra il fatto che lo scorso anno abbia speso 9,4 milioni di dollari in lobby, quasi il doppio rispetto all'anno precedente. La cifra è contenuta rispetto a quella di colossi come Boeing (21 milioni) o di Alphabet (la controllante di Google). Tuttavia, le voci di spesa in attività di lobby da parte di Amazon sono cresciute a un passo più veloce di quelle di qualsiaso altro colosso tecnologico. E lo staff a ciò dedicato è passato da due persone di 15 anni fa alle oltre 60 di oggi.

Le ambizioni di Amazon sono riassunte da una conference call recente nella quale il direttore finanziario, Brian Olsavsky, ha spiegato che "per servire in modo appropriato i nostri consumatori nel momento di un picco, dobbiamo poter contare di più su una nostra logistica in aggiunta a quella dei partner esistenti. Ciò non significa sostituirli». Certo è che in documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission, la Consob Usa, Amazon si è definito come un "fornitore di servizi di trasporto». Per raggiungere questo obiettivo Amazon potrebbe fare leva su un'altra ragione della sua presenza intensa a Washington: il gruppo è un contractor importante del governo, con cui ha siglato una partnership per fornire alla Cia servizi di cloud computing per 600 milioni di dollari. E il fatto che Bezos sia proprietario del quotidiano della capitale americana, il Washington Post, gli permettere di avere un piede nei circoli politici e mediatici di Washington.