28 settembre 2020
Aggiornato 01:00
festa della donna

«Se non è un sì è un no», la campagna contro la violenza sulle donne spiegata da una vagina e un pene

La campagna contro la violenza sulle donne di Project Consent, dove un pene e una vagina si fanno portatori di un messaggio speciale: «Il consenso è semplice. Se non è un sì è un no»

ROMA - Mancano pochi giorni all’8 marzo, Giornata internazionale della donna, dedicata per ricordare al mondo le conquiste sociali, economiche e politiche di quello che è sempre stato considerato il sesso debole, ma che a conti fatti ha dimostrato nei secoli di poter raggiungere livelli di conoscenza, intelligenza e posizioni sociali decisamente avanzate. «C’è tanto bisogno delle donne, specie nei settori che sono coinvolti dalla rivoluzione digitale, come il digital marketing, le campagne di business e social». A dirlo è Alberto Giusti che lavora nel mondo di Internet da quando Internet praticamente è nato. Una frase che, apparentemente sembra non avere alcun valore, ma che mi colpisce molto. Sì, perché a oggi, nel 2016, dove ci prepariamo a future missioni su Marte, ancora delle donne gli uomini sanno ben poco. Non sanno, a esempio, che una risata non è per forza un sì. Che non è vero che le donne si vendono per i loro obiettivi, perché col tempo sono riuscite a ottenere posizioni anche da sole, senza bisogno degli uomini. Perché il consenso è semplice: se non è un sì è un no.

La campagna di Project Consent
L’ultima frase non è scritta a caso. «Il consenso è semplice, se non è un sì è un no» è il titolo della campagna del movimento Project Consent (Consent is simple. If it’s not yes, it’s no). Una serie di video realizzati con una grafica a dir poco mozzafiato dove a lanciare il messaggio sono, rispettivamente, una mano e un seno, una vagina e un pene e un sedere e un pene. Insomma, parti del corpo che diventano attori di tre diverse situazioni - che possono capitare anche a noi tutti i giorni - e che si fanno portatori del messaggio della campagna. Sì, perché se ridiamo con voi a crepapelle, poi non significa che ci dovete toccare il seno. Perché se balliamo con voi a una festa di compleanno, non significa che vogliamo andare a letto proprio con voi. Perché se ci stiamo guardando intorno e siamo sole, non significa necessariamente che abbiamo bisogno di compagnia. E questo è bene che sia chiaro. Buona festa delle donne (in anticipo, ma ne vale la pena).