18 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
tutto è possibile

WyLab, a Chiavari la futura Silicon Valley per gli sviluppatori sportivi (targata Wyscout)

Non è una chimera, ma l'obiettivo dei fondatori di WyLab, il primo incubatore italiano - e uno dei pochi in Italia - dedicato agli sviluppatori sportivi. Un mondo che nasce dal successo di Wyscout

CHIAVARI - «Perché no? Chiavari è una bellissima città. Tra un progetto a l’altro si può fare una pausa e andare a fare una passeggiata in spiaggia per schiarirsi le idee. E’ un ottimo ambiente per attrarre sviluppatori». Risponde così Stefano Tamburini, direttore di quello che è il primo incubatole italiano - e uno dei pochi nel mondo - dedicato esclusivamente a progetti in ambito sportivo. Un modello che nasce da un successo a dir poco globale, quello di Wyscout, diventato ormai l’emblema nel mondo del calcio italiano e internazionale. «Eravamo tre ragazzi con una telecamera - ci racconta Stefano - niente a che a fare con i garage dove Marck Zuckerberg ha lanciato Facebook. Abbiamo iniziato con un dvd regalato all’allora allenatore del Genoa Serse Cosmi e ora contiamo circa 300 dipendenti in tutto il mondo».

WyLab, il primo incubatore sportivo
WyLab è il nome del nuovo incubatore che si presta a replicare l’esperienza positiva vissuta con Wyscout: «Di incubatori ce ne sono tanti in giro per il mondo - continua Stefano -. A differenza di questi pensiamo che sia utile focalizzarsi su un determinato settore: non siamo tuttologi. Vogliamo essere anche di sprono per il territorio e per l’intera Liguria, una delle regioni che, purtroppo, è rimasta un po’ esclusa dal processo di innovazione che ha coinvolto in particolare l’Italia del Nord e Centrale». Ma come nasce WyLab? Nasce dal contributo di coloro che si sono approcciati e hanno realizzato il colosso di Wyscout: «Molti ragazzi si rivolgevano a noi con delle idee, ma con Wyscout non avevano la possibilità di metterle in pratica - afferma Stefano -. Così abbiamo deciso di creare un incubatole ad hoc dove poter seguire gli sviluppatori, affiancarli e dargli il nostro supporto». A tal proposito WyLab propone due call all’anno - la prima il 18 marzo - dove saranno selezionate 5-6 idee vincenti, supportate per 4 mesi successivi dove i team avranno la possibilità di studiare concretamente i progetti per sottoporli a un programma che durerà altri 12 mesi. In parallelo WyLab svolge anche la funzione di coworking con circa un centinaio di postazioni dove possono stanziarsi imprese rivolte al mondo del digitale, delle applicazioni o che lavorano in ambito sportivo. «L’obiettivo è essere il punto di riferimento per tutte le realtà che intendono sviluppare progetti legati allo sport - afferma Stefano - e riaffermare il valore della nostra terra perché è ricca di risorse e non solo in ambito turistico». In effetti, pensare a una città come Chiavari trasformata in Silicon Valley non sarebbe così inopportuno: la cucina, il mare, il clima potrebbero - di fatto - attirare non pochi sviluppatori.

Il successo di Wyscout
Wyscout ha sbaragliato la concorrenza e il fatto che sia nata e cresciuta in una cittadina come Chiavari fa quasi pensare che tutto sia possibile e, di fatto, lo è. Il progetto nel giro di pochissimi anni è diventato un archivio per di professionisti di tutto il mondo che possono usufriure dati e informazioni relativi al mondo del calcio. Ma qual’è l’approccio giusto per creare un progetto vincente come questo? «Non aver paura di condividere le idee - afferma Stefano -. Il confronto con gli altri è un’arricchimento anche perché lo step più difficile quando si ha un’idea è l’esecuzione. E’ importante focalizzarsi su un’idea alla volta. Molti giovani arrivano dai noi con un marasma in testa e fanno fatica a trovare la strada giusta per la realizzazione del progetto e perdono energie utili. E’ importante, invece, avere le idee chiare e seguire un’unica direttrice. Poi, l’esperienza ci insegna che il successo si può fare anche qui, in provincia. E, perché no? Diventare anche un po’ noi come una Silicon Valley».