29 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
prossimo esperimento in california

Server sui fondali marini? Il progetto shock di Microsoft

Microsoft ha recentemente completato un collaudo di 105 giorni di una capsula in metallo, posta a 9 metri sotto il livello dell'Oceano Pacifico. L'idea comporterebbe costi minori e servizi più veloci

NEW YORK - Server sui fondali marini? Sembra un’idea impossibile da immaginare, qualcosa alla Giulio Verne, che per i ricercatori di Microsoft, tuttavia, potrebbe ben presto diventare realtà. Il team di Redmond ha, infatti, appena ultimato un prototipo di centro dati in grado di lavorare a centinaia di metri sotto la superficie del mare. Scelta che eliminerebbe i costi dell'aria condizionata che serve per evitare che i server si surriscaldino: proprio le bollette per raffreddare i centri sono una delle voci di spesa più alte del settore. Difatti i centri dati (che forniscono energia a quasi tutto l'universo telematico) contengono migliaia di server che producono moltissimo calore: per questo, in assenza di una adeguata refrigerazione, possono surriscaldarsi, andando in avaria e rischiando di bloccare milioni di processi essenziali per la vita di tutti i giorni.

Server di Microsoft sui fondali marini
Proprio per questo motivo il colosso di Redmond, Stato di Washington, pensa che spostare i macchinari nelle acque fredde del mare potrebbe risolvere il problema, andando magari anche incontro alla domanda crescente di energia da parte del settore tecnologico: Microsoft starebbe difatti pensando di collegare il sistema o a una turbina o un un sistema energetico legato alle maree, per generare elettricità. Il progetto, chiamato Project Natick, potrebbe usare cavi di grandi tubi in acciaio collegati a cavi di fibra ottica posti sul fondale marino. Un'altra possibilità è quella di mantenerli sospesi sulla superficie in modo da catturare l'energia dell'oceano. Microsoft ha recentemente completato un collaudo di 105 giorni di una capsula in metallo, posta a 9 metri sotto il livello dell'Oceano Pacifico (in California). E adesso si progetta un esperimento più grande, da realizzare il prossimo anno (probabilmente in Florida).

Cosa succederà alla flora e fauna marina?
Certo, non è escluso che una simile idea possa destare preoccupazioni sul fronte ambientale, visto il fragile ecosistema. Tuttavia, i ricercatori di Microsoft sostengono che questa tecnologia non solo ridurrebbe notevolmente i costi, ma gli stessi servizi web opererebbero con maggiore rapidità: bisogna considerare che oggi la maggior parte della popolazione mondiale vive vicino alle coste, mentre i centri dati sono collocati in luoghi sperduti e lontani. Avvicinarli agli utenti, renderebbe ovviamente i servizi telematici più celeri.