23 agosto 2019
Aggiornato 11:30
E' stato firmato a Bruxelles un accordo fondamentale per la Difesa europea

Il MALE è made in Italy. Arriva il drone che fa paura

Il drone militare europeo che vedrà la luce nel 2025 dall'accordo tra Italia, Francia e Germania è stato partorito in Finmeccanica.

ROMA - Arriva il drone europeo. Italia, Francia e Germania hanno firmato ieri un accordo internazionale per la costruzione di un drone militare che dovrebbe essere pronto per il 2025.  L’obiettivo è duplice: dotare la Difesa europea di strumenti tecnologicamente avanzati e far concorrenza alla produzione americana, che realizza droni sia a scopo militare che per quelli commerciali.

Un drone militare da un miliardo di euro
Il progetto vale circa un miliardo di euro, e coinvolge tre imprese antisonanti: Airbus Group, Dassault Aviation e Alenia Aermacchi. L’accordo è stato firmato dai ministri della Difesa dei tre paesi coinvolti (Roberta Pinotti, Jean-Yves Le Drian, Ursula von der Leyen) a Bruxelles, ma potrebbe presto coinvolgere anche altri paesi interessati. La Spagna e la Polonia hanno già manifestato interesse per il progetto militare in corso. Erano oltre dieci anni che l’industria europea guardava in direzione dei droni, ma non era mai stata raggiunta nessuna intesa tra gli interessi dei governi nazionali: a giovarne era stato il mercato americano, perché diversi paesi europei hanno fin qui acquistato droni made in Usa.

Finmeccanica è protagonista dell’industria militare europea
Le principali società aerospaziali europee coinvolte nel progetto (Airbus Group, Dassault Aviation, Alenia Aermacchi, settore aeronautico della stessa Finmeccanica, fiore all’occhiello dell’industria militare italiana) accolgono con favore il progetto internazionale. Mauro Moretti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Finmeccanica ha dichiarato:  «Il sistema aereo non pilotato di classe MALE di nuova generazione rappresenta un cambio di passo decisivo per l'agenda della Difesa e della Sicurezza europea. Questa iniziativa costituisce un'opportunità unica per seguire un percorso tecnologico comune basato su consolidate leadership industriali che contribuiscono ad un unico obiettivo.» In realtà, il progetto ha origini lontane nel tempo e parla italiano.

Il «MALE» parla italiano
Era il lontano 2013 quando la rivista statunitense «Aviation Week» rivelava l’idea, partorita dalla stessa Finmeccanica, di creare un robot guerriero avanzatissimo per compiere bombardamenti a lunga distanza: il MALE. Un nome che, senza lasciar troppo spazio all’immaginazione, prometteva potenzialità militari fuori dal comune. La sigla MALE, infatti, sta per Medium Altitude Long Endurance e indica le caratteristiche di un drone in grado di volare ad alta quota per circa 24 ore per colpire il bersaglio richiesto. Per realizzare il programma militare, però, serviva circa un miliardo di euro: indispensabile, quindi, trovare alleati con cui affrontare il gravoso investimento iniziale. Ecco, a distanza di due anni, l’intesa raggiunta a Bruxelles tra Francia, Germania e Italia, e salutata dal ministro Roberta Pinotti come «un accordo fondamentale per il futuro della Difesa europea».