7 dicembre 2019
Aggiornato 07:30
Astrofisica

Calcolato il fine vita per 2 pianeti di Kepler-56

E' la prima volta che un simile destino viene predetto per due mondi appartenenti allo stesso sistema planetario. In realtà, come nel film Highlander, alla a fine ne resterà solo uno.

ROMA - Due pianeti in orbita attorno alla stella Kepler-56, a circa 2800 anni luce da noi, sono destinati a soccombere, rispettivamente, nell'arco di 130 e 155 milioni di anni. E' la prima volta che un simile destino viene predetto per due mondi appartenenti allo stesso sistema planetario. In realtà, come nel film Highlander, alla a fine ne resterà solo uno. Di pianeti in orbita attorno alla stella Kepler-56 se ne conoscono tre, identificati com'è consuetudine dalle lettere «b», «c» e «d». I primi due - i più interni, già noti a Media Inaf, il notiziario online dell'Istituto nazionale di astrofisica che si occupa oggi di questa scoperta - si trovano pericolosamente vicini alla stella madre, tanto che un anno dura appena 10.5 giorni terrestri su Kepler-56b e circa 21.4 su Kepler-56c. Così vicini, insomma, da avere le ore contate. Ed a contarle è stata Gongjie Li, giovane ricercatrice presso lo Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

Li e i suoi collaboratori, con osservazioni e calcoli illustrati durante un meeting della American Astronomical Society, sono infatti riusciti a stabilire che a Kepler-56b rimangono «appena» 130 milioni di anni di vita, e a Kepler-56c pochi di più: 155 milioni. Trascorsi i quali a danzare attorno alla stella madre non resterà che il remoto compagno di sistema planetario Kepler-56d, la cui orbita - con un periodo di rivoluzione pari a oltre tre volte quello della Terra - è talmente distante dalla stella madre da metterlo al riparo da ogni pericolo. «Per quanto ne sappiamo», dice Li, «è la prima volta che si riesce a prevedere la 'data di morte' per due esopianeti d'uno stesso sistema». Responsabile della doppia apocalisse è proprio Kepler-56, la stella centrale, che essendo ormai piuttosto in la' con gli anni si sta gonfiando sempre più.

Già ora è quattro volte il Sole, e continua a lievitare, dando luogo nel mentre a maree gravitazionali sempre più intense. Un processo inesorabile e letale per i due pianeti più interni, condannati a subire, nei loro ultimi milioni d'anni di permanenza in quest'universo, non solo temperature sempre più infernali ma anche l'evaporazione dell'atmosfera e - deturpati dalla forza di gravità della stella - una violenta trasfigurazione: da sfere a corpi sempre più ovoidali. Per quanto tragico, il destino del sistema planetario Kepler-56 e' abbastanza comune: succede ogni volta che una stella diventa una gigante rossa. Proprio come accadrà al Sole. La domanda dunque è: capiterà anche alla Terra? Non è detto, sottolinea Media Inaf. Mentre i nostri pianeti «b» e «c», cioè Mercurio e Venere, certamente non avranno scampo, la Terra potrebbe trovarsi a una distanza sufficiente da venire solo lambita dalla catastrofe. In ogni caso, se ne parlerà tra non meno di cinque miliardi di anni.