31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Per gli italiani della rete

Gli imprenditori italiani? Innovativi ma tartassati

Per rappresentare il Paese il popolo del web vedrebbe bene la classe imprenditoriale italiana, vista come la parte sana del Paese (14,2%), spesso tartassata (20,7%) e quindi limitata dalle tasse e dai vincoli burocratici

MONZA - Tra crisi di governo e crisi economica, gli italiani della rete vedrebbero bene per rappresentare il Paese gli imprenditori. Nonostante le primarie, gli italiani continuano ad essere sfiduciati verso la politica e soprattutto verso i politici. Secondo una indagine della Camera di commercio di Monza e Brianza, condotta sulla rete da Voices from the Blogs attraverso l’analisi di 160mila tweet postati sull’argomento nella settimana tra il 1 e l’8 dicembre, oltre 9 italiani su 10 (92,7%) sono perplessi sulla classe politica italiana. A rappresentare il Paese gli italiani preferiscono gli imprenditori, che vengono giudicati sul web onesti (6,2%) e innovatori (7,8%) e sono visti come la parte sana del Paese (14,2%), spesso tartassati (20,7%) dalle tasse e dai vincoli burocratici imposti dalla politica, anche ora, in un momento in cui molti soffrono per le difficoltà economiche (13,5%). Solo 1 commento su 3 è negativo nei confronti del sistema imprenditoriale italiano, tra chi vede gli imprenditori soprattutto portatori di interessi egoistici (22,7%).

Meno complimenti dal web per i politici: in generale circa 3 italiani su 10 chiedono un rinnovamento. Giudicato positivamente invece «l’effetto primarie» che porta il 20% a chiedere maggiore democrazia all’interno dei partiti, anche se resta un 12,2% che ritiene la politica comunque incapace di modificare effettivamente in meglio la vita di tutti i giorni.

Nota stonata è la meritocrazia: il «merito» nel mondo delle imprese private viene percepito come meno premiante rispetto al passato (le imprese sono meritocratiche per il 35,8% degli italiani), sia quando questo rinvia alla competizione tra imprese, dove merito ed innovazione sembrano essere soffocati da altri fattori per spiegare il successo di una impresa (i legami con il mondo politico, ad esempio, o la semplice difesa di posizioni consolidate), sia quando si tratta di fare carriera dentro la struttura di un’impresa.

È quanto emerge da Moire - Monitoraggio Opinioni Indipendenti sulla Rete - iniziativa della Camera di commercio di Monza e Brianza attraverso Voices From the Blogs, che ha analizzato 160mila commenti pubblicati su Twitter durante la prima settimana di dicembre rilevando il dato italiano e quello delle città di Milano, Roma e Napoli.

L’iniziativa «Moire - Monitoraggio Opinioni Indipendenti sulla Rete» La Camera di commercio di Monza e Brianza, attraverso Voices From the Blogs (http://www.voicesfromtheblogs.com), osservatorio dell’Università degli Studi di Milano sui social-media, lancia l’iniziativa Moire. Attraverso le metodologie innovative di Voices From the Blogs, è possibile stimare l’opinione dell’intero universo di chi scrive su internet (post), raccogliendo informazioni da tutti i blog presenti in rete e coperti dai principali motori di ricerca, nonché da tutti i post di Twitter, creando quindi un osservatorio permanente delle opinioni espresse in rete su alcuni argomenti di attualità e di interesse per il sistema economico e sociale.

L’analisi per Milano, Roma, Napoli
Gli imprenditori vengono giudicati onesti (6,2%) e innovatori (7,8%) e sono visti come la parte sana del paese (14,2%), spesso tartassati (20,7%) dalle tasse e dei vincoli burocratici imposti dalla politica, anche ora, in un momento in cui molti soffrono per le difficoltà economiche (13,5%). Tra i milanesi è più alta la percentuale di chi vede gli imprenditori come l’avanguardia dell’innovazione (10,1%), mentre a Napoli sono più forte le critiche verso gli imprenditori disonesti (12,8%) e a Roma prevale l’idea che il mondo dell’impresa sia una casta di privilegiati (28,1%), dato più alto rispetto alla media nazionale. Comunque sia, i giudizi negativi si attestano a poco più di 1 opinione su 3 (dato italiano: 37,6%, Milano: 38,6%, Roma: 41,8%, Napoli: 40,8%).

A maggioranza (53,5%) gli italiani esprimono fiducia nei confronti delle imprese, un dato che tocca la sua punta più elevata tra i romani (56,7% di fiducia), seguiti dai i napoletani (50,5%). A sorpresa, invece, il dato dei milanesi non supera il 50% (fermandosi al 49,5%), pur registrandosi proprio a Milano la percentuale più elevata di chi ha «molta» fiducia nell’impresa (13,4%).

È quanto emerge da Moire - Monitoraggio Opinioni Indipendenti sulla Rete - iniziativa della Camera di commercio di Monza e Brianza attraverso Voices From the Blogs, che ha analizzato 160mila commenti pubblicati su Twitter durante la prima settimana di dicembre rilevando il dato italiano e quello delle città di Milano, Roma e Napoli.

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