24 gennaio 2021
Aggiornato 16:00
Internet | Libertà della rete

Calabrò a Di Pietro: Su copyright troveremo una giusta soluzione

Il Presidente dell'Agcom replica, con una lettera, alle critiche del Presidente IdV

ROMA - «Sono fiducioso, malgrado tutto, che domani il Consiglio dell'Autorità riuscirà a trovare una giusta e equilibrata soluzione, poggiante su un saldo fondamento giuridico». Cosi' il presidente dell'Agcom risponde ad Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori, che in una lettera allo stesso Antonio Calabrò è tornato a «insistere sulla necessità di sospendere l'iter di approvazione di regole che consentono in via amministrativa di chiudere siti web, lasciando che sia il Parlamento a legiferare su una delicata materia che chiama in causa diritti primari dei cittadini che utilizzano la Rete e che la nostra Costituzione riconosce e tutela». Per Di Pietro «attribuire all'Agcom il potere di chiudere un sito web, togliendo tale competenza all'Autorità giudiziaria, sulla base di un atto amministrativo privo, peraltro, di un preciso quadro di garanzie, fondandolo su una Direttiva Europea che riguarda esclusivamente la televisione e non la rete, significa, di fatto, assecondare senza una reazione adeguata, una forzatura «interessata» operata dal Ministro Romani per conto di Mediaset».

Calabrò, nella lettera di risposta a Di Pietro, ribadisce che si tratta di una «soluzione», non «decisione», perché «quale che sarà il testo finalizzato (scusi il brutto termine tecnico) dall'Autorità, esso sarà comunque sottoposto ad un'amplissima e trasparente consultazione pubblica, accordando ai soggetti consultati tutto il tempo occorrente per ragionate osservazioni e all'Autorità per susseguenti, ponderate riflessioni. L'Autorità - prosegue Calabrò - ha retto ad altre, non minori tensioni, quando in materie sensibili che toccano diritti di libertà, come ad esempio la par condicio, ha saputo adottare decisioni tanto difficili quanto doverose e appropriate che hanno garantito il pluralismo, reggendo al vaglio giurisdizionale.Torneremo, dunque, sulla questione dopo la riunione del Consiglio di domani, facendo riferimento al testo che verrà messo in consultazione».

Per Calabrò «si tratta, indubbiamente, di materia sensibile che suscita problemi e dibattiti in tutti i Paesi del mondo. Non a caso già da quattro anni - sottolinea - vado sostenendo la necessità di una normativa di carattere internazionale (non basterebbe nemmeno comunitario). E adesso il presidente Sarkozy ha fatto sua autorevolmente questa opinione nell'ultimo G8. Nella mia audizione in Parlamento, poi, non ho mancato di far presenti tutte le difficoltà che disposizioni di legge non ben definite avrebbero comportato per la loro applicazione da parte di questa Autorità. E tuttavia, una legge è stata approvata dal Parlamento e - nessuno meglio di lei potrà convenire- tocca osservarla e farla osservare».