1 giugno 2020
Aggiornato 11:30
Lunedì 22 novembre 2010 ore 10, Ville Ponti, Varese

A Varese la terza edizione della “Cernobbio” del biotech

Attrarre e mantenere investimenti nel settore biotecnologico in Italia è possibile? A domandarselo docenti imprenditori e politici

VARESE - L’Italia è capace di creare sviluppo? Il Workshop Business Models for Biotech 2010 sarà dedicato quest’anno all’analisi delle prospettive del nostro Paese nell’attrarre e mantenere investimenti nelle biotecnologie e all’individuazione di «ricette» per migliorarne la capacità competitiva.

Il Workshop CrESIT - Assobiotec, dal titolo Location factors and biotech investments. Is Italy still competitive? si terrà alle Ville Ponti a Varese il 22 novembre 2010 a partire dalle ore 10.

Il Workshop – giunto alla terza edizione - è un appuntamento annuale di riflessione sui Business models delle aziende biotech, in cui accademici, manager di imprese biotech e pharma, sia italiane che estere, si riuniscono per riflettere sulle opportunità delle comparto biotech, sulle sue problematiche e sulle azioni da intraprendere per sostenerne ulteriormente lo sviluppo e ne discuteranno con rappresentanti delle istituzioni.

Quest’anno parteciperà all’evento uno dei massimo esperti al mondo sul tema delle politiche di trasferimento tecnologico, il professor David Audretsch dell’Indiana University già Direttore del Max Planck Institute of Economics. Interverranno, inoltre, importanti esponenti del settore biotech italiano ed estero, tra gli altri Michele Garufi, CEO di NicOx, Maurizio Guidi, Corporate Affairs Director di Eli Lilly, Silvano Spinelli, Founder, CEO and Chairman di EOS e Frank Terhorst, Amministratore Delegato di Bayer Cropscience.

Dopo i saluti del Magnifico Rettore Prof. Renzo Dionigi, del Sindaco, del Presidente della Provincia e del Presidente della CCIAA di Varese, nella sessione introduttiva, coordinata da Alberto Onetti, direttore del CrESIT, saranno analizzati i fattori che spingono le imprese ad alto contenuto di innovazione a localizzarsi in un determinato sistema-paese, e saranno esaminati gli ostacoli alla crescita di questo importante meta-settore che può fungere da volano di crescita economica e sociale.
Successivamente interverrà Salvatore Rossi, direttore Centrale Area Ricerca Economica e Relazioni Internazionali di Banca d’Italia, sulle possibili linee di sviluppo dell’Italia alla luce della attuale crisi finanziaria.
A tale sessione ne seguirà una di taglio più operativo, che vedrà il confronto tra Manager e Founder di imprese biotech di successo e istituzioni, allo scopo di discutere delle possibili linee di intervento a sostegno del settore Life Sciences. Interverranno, coordinati da Nicola Nicoletti e Alessandro Sidoli (Presidente Assobiotec, Co-founder/CEO, Axxam S.p.A.) Michele Garufi, CEO and Chairman, NicOx S.A., Maurizio Guidi, Corporate Affairs Director, Eli Lilly, Silvano Spinelli, Founder, CEO and Chairman, EOS, Frank Terhorst, Amministratore Delegato, Bayer Cropscience.
Sono stati invitati a partecipare al dibattito Giancarlo Giorgetti (presidente della Commissione Bilancio della Camera) ed Enrico Letta (Vicesegretario del Partito Democratico)

La partecipazione al Workshop è gratuita, previa registrazione elettronica da effettuarsi tramite il link http://businessmodelsforbiotech2010.eventbrite.com.

«Una ricerca che il mio centro di ricerca CrESIT ha appena realizzato» ha sottolineato Alberto Onetti, Direttore del CrESIT dell’Università dell’Insubria. «mostra come solo una quota minimale del prodotto interno lordo italiano (stimabile tra il 3 e il 5%) derivi da settori innovativi, che hanno possibilità di crescita e di generazione di occupazione. La contribuzione principale deriva da comparti maturi, per i quali, nella maggioranza dei casi, è difficile pensare ad un sviluppo sostenibile nel nostro paese. Questo pone un grosso interrogativo sulle prospettive industriali del nostro paese, che, in assenza di un ruolo forte di settori ad alto potenziale di innovazione, è destinato a perdere occupazione ed investimenti. In questa prospettiva il biotech è strategico perché è un comparto emergente e presenta significative possibilità di crescita. E’ più che evidente come, a livello di politica industriale, gli investimenti e gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso i settori con prospettive di sviluppo e non verso quelli in declino. Al contempo serve un cambio di passo anche da parte del mondo della università e della ricerca, che devono moltiplicare le ricadute industriali della propria attività scientifica».
««Sul fronte della ricerca le biotecnologie hanno fatto grandi passi in avanti» conferma Audretsch «Molto resta da fare sul fronte industriale. Questo è vero negli Stati Uniti, a maggior ragione in Europa ed in Italia».

L’evento è organizzato da CrESIT, Research Centre for Innovation and Life Sciences Management dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese in partnership con Assobiotec e PwC.

Per ulteriori informazioni: www.cresit.it.

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