26 maggio 2022
Aggiornato 06:30
Nuovo studio

L'evoluzione dell'uomo? Si studia con la robotica

Il Cyber-guanto indaga sull'abilità della mano e del cervello per creare utensili

ROMA - E' stata l'abilità della mano a permettere agli uomini preistorici di fare il salto dalle semplici scaglie di roccia usate come utensili alle ben più 'sofisticate' asce? Uno nuovo studio ha cercato di far chiarezza su questo passaggio evolutivo, e lo ha fatto servendosi di una disciplina poco ortodossa per questo ambito d'indagine: la robotica. La ricerca, pubblicata su PLoS ONE, si serve infatti di un cyber-guanto per registrare i movimenti necessari alla realizzazione degli utensili e metterli in correlazione con l'attivazione delle diverse aree del cervello.

«Fare un'ascia a mano sembra richiedere cognizioni di ordine superiore legate a quella parte del cervello nota come area di Broca - spiega Dietrich Stout, antropologo della Emory University, co-autore dello studio -. Si tratta di un settore connesso con la pianificazione gerarchica e l'elaborazione del linguaggio», ha osservato, suggerendo ulteriori collegamenti tra utensili e evoluzione del linguaggio. La continua ricerca potrebbe portare a una nuova comprensione del cervello umano moderno. Negli ultimi due milioni di anni, continua l'antropologo, «la fabbricazione di utensili in pietra è stata la tecnologia più comune nel genere umano, praticata da quasi tutte le società: è un comportamento umano importante, che probabilmente ha contribuito a plasmare il nostro cervello».