27 luglio 2021
Aggiornato 00:00
Fini: «Il web porta la pace, merita il Nobel»

Internet, tutto esaurito alla Camera per la Lectio del guru Lessig

Circa 500 ingressi a Montecitorio, le sale allestite non bastano

ROMA - Tutto esaurito a Montecitorio per il convegno «Internet è libertà. Perché dobbiamo difendere nella rete»: circa 500 ingressi si sono registrati oggi alla Camera per ascoltare la lectio magistralis su «Web e la trasparenza tra ideali e realtà» del guru Lawrence Lessig, professore a Harvard, amico e collaboratore del presidente americano Barack Obama.

Per l'evento, voluto dal'intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, sfegatato sostenitore del premio Nobel per la pace 2010 a Internet, erano state allestite due sale, la Regina e la Aldo Moro. Tuttavia il tam tam sui social network ha portato all'ingresso di Montecitorio una folla inaspettata di internauti desiderosi di ascoltare Lessig. Per affrontare 'l'emergenza' è stata aperta anche la Sala del Mappamondo ma non è stato sufficiente. Molti hanno dovuto rinunciare ad entrare alla Camera e ripiegare per le numerose dirette web dell'evento.

FINI - Internet «è uno strumento di libertà e conoscenza», «un formidabile strumento di pace» che ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. È quanto ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, aprendo a Montecitorio il convegno «Internet e libertà, perchè dobbiamo difendere la rete». Lo stesso presidente della Camera ha sottolineato che istituzione e politica non possono rimanere silenti di fronte a questa grande innovazione tecnologica. «Sono convinto - sono parole di Fini - che la politica abbia il dovere di approfondire la riflessione su questo mondo, cercando nuovi criteri interpretativi e proponendosi di guardare al futuro con uno sguardo lungimirante. Credo che una politica che spesso guarda allo specchietto retrovisore - ha proseguito il presidente della Camera - è importante che abbia la consapevolezza di ciò che è avanti a noi per mantenere testa l'attenzione dei giovani verso le istituzioni».