28 maggio 2020
Aggiornato 21:30
«Non provare a ricostruire»

Maierato e San Fratello vanno abbandonati

E' il parere del Presidente dei Geologi: «sono frane in atto, sarebbe come fare case nelle aree golenali»

ROMA - Meglio «non provare a ricostruire» né tornare ad abitare in territori di frana come quelli di Maierato e San Fratello. E' il parere del presidente dell'Ordine nazionale dei Geologi, Pietro De Paola, in merito alle due grandi frane in corso nei due centri della Calabria e della Sicilia.

«Queste zone sovvertite in questo modo, dove la instabilità ormai la fa da padrone, sono soltanto da abbandonare e evacuare definitivamente» sottolinea. E spiega: «Si tratta di frane in atto, la cui stabilizzazione comporterebbe spese notevoli e forse non vale la pena cercare di riabilitare una pendice. La cosa più semplice in questi casi è abbandonare tutto al proprio destino».

Intervistato da Apcom, De Paola sottolinea che la delocalizzazione è prevista nelle cartografie dei Piani di assetto idrogeologico (Pai). «Laddove è possibile intervenire con opere il cui rapporto costo benefici è avvertibile, si può anche spendere del denaro pubblico, in caso contrario - sottolinea - non c'è altro da fare. E' come costruire in zone golenali, che periodicamente vengono alluvionate. C'è poco da fare: la delocalizzazione in questi casi è un atto d'obbligo ed inevitabile».

«La colpa di questi episodi è dell'uomo che ha costruito in queste zone» spiega De Paola. «Gli scienziati della terra, come sono i geologi, hanno il compito di individuare queste aree a rischio e di cartografarle. Dopo di che, gli amministratori e gli enti locali devono trarre le necessarie conseguenze da queste indicazioni. O non si costruisce in determinati territori o lo si fa con vincoli rigidissimi secondo il grado di pericolosità». Tutto questo «non avviene», sottolinea De Paola, perché «le carte ci sono ma poi quando si verificano le frane si scopre che la zona era stata individuata a rischio, ma in quella stessa zona si trovano interi villaggi, porzioni di abitati, industrie e così via».

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