28 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Esteri. Perù

Azione legale degli Indios amazzonici contro progetto petrolifero

L'associazione indigena AIDESEP teme infatti che il faraonico progetto possa rivelarsi letale per le tribù indigene

Sono passati alle vie legali. Dopo mesi di protesta e di blocco fluviale contro il progetto petrolifero dell'anglo-francese Perenco, gli Indios dell'Amazzonia peruviana hanno deciso di denunciare alla Corte Costituzionale lo sfruttamento in un'ampia area di foresta, catalogata come «Blocco 67». L'associazione indigena AIDESEP teme infatti che il faraonico progetto (per un investimento dichiarato di 2 miliardi di dollari) possa rivelarsi letale per le tribù indigene che ancora non hanno avuto contatti con l'uomo bianco, e che rischiano di essere sterminate da malattie e germi per cui non hanno anticorpi.

La Perenco nega che all'interno del Blocco 67 esistano tribù incontattate. Non è dello stesso avviso Survival: «E' vergognoso che gli Indiani del Perù debbano rivolgersi al tribunale per farsi ascoltare dalla Perenco e dal governo» ha commentato Stephen Corry - Dopo la tragedia di Bagua, le autorità promisero che avrebbero consultato i popoli indigeni prima di procedere con i loro enormi progetti, ma ancora una volta vanno avanti contro il volere della popolazione locale.» A Bagua lo scorso maggio sono scoppiati violenti scontri, con decine di vittime, quando l'esercito peruviano ha avuto ordine di stroncare la rivolta indigena.

La settimana scorsa Commissione dell'ONU per l'Eliminazione delle Discriminazioni Razziali
(CERD) si era espressa in favore dei diritti indigeni, raccomandando al governo peruviano di non consentire lo sfruttamento di petrolio e gas nelle terre dei popoli indigeni senza il loro previo «consenso informato».

Kenya: gli indigeni Ogiek espulsi dalla foresta di Mau? Il 25 agosto le autorità hanno annunciato lo sgombro forzato di tutti i residenti illegali nel complesso forestale di Mau, dando loro 14 giorni di tempo per attenersi ai termini del decreto.
Gli Ogiek abitano questa foresta dal secoli, è la loro foresta ancestrale. Ma non sono provvisti di documenti scritti, ne' di autorizzazioni su carta bollata. Gli Ogiek sono stati i primi a denunciare l'occupazione illegale della foresta e le attività illegali che ne hanno ridotto drasticamente le dimensioni. Conseguentemente hanno richiesto di essere coinvolti e di partecipare attivamente ai programmi volti alla protezione della loro foresta. Lo sgombro annunciato rischia privare gli Ogiek della propria casa, e la foresta dei suoi guardiani più esperti.