15 dicembre 2018
Aggiornato 07:00

Portaerei Cavour, l'Italia punta alla supremazia in mare

Così la Forza armata si prepara alle sfide del nuovo millennio

ROMA - Chi la conosce bene dice che non è solo una portaerei e che «sarebbe riduttivo solo pensarlo». La 'Cavour' è un gioiello dell'ingegneria navale, eccellenza che tutta l'Europa ci invidia. La «prima» vera portaerei italiana riceverà la sua bandiera di guerra il prossimo 10 giugno alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Poi sarà pronta alla fase operativa. La Marina militare italiana l'ha voluta fortemente per «disporre di uno strumento navale con elevate capacità di Comando e Controllo per operazioni interforze e internazionali». Una nave, insomma, «capace di rispondere alle crescenti esigenze dettate dalle sfide del nuovo millennio».

«La necessità di una portaerei come la 'Cavour', d'altra parte, è nata a fine anni '80, con la caduta del muro di Berlino», spiega una fonte militare ad Apcom. «Da allora in poi c'è stato un incremento esponenziale delle missioni militari, a cui l'Italia ha partecipato nell'ambito delle organizzazioni internazionali di cui fa parte, che ha richiesto uno sforzo importante a tutte le Forze armate, compresa la Marina militare».

La 'Cavour' è il risultato di un progetto sancito tramite un contratto tra la Direzione Generale degli Armamenti Navali e la Fincantieri, firmato nel novembre del 2000. Il suo costo complessivo è stato di 1,3 miliardi di euro. La costruzione ha avuto inizio nel cantiere di Riva Trigoso, il 17 luglio del 2001. A causa delle dimensioni dell'unità navale, riferisce la Marina militare, la portaerei è stata realizzata in due distinti tronconi saldati successivamente. Con i 220 metri di lunghezza del suo ponte di volo, i 18mila kilowatt di potenza sprigionata dagli otto generatori a bordo, i 2,7 milioni di litri per il pieno di gasolio e una velocità di 30 nodi, la 'Cavour' è al comando del capitano di vascello Gianluigi Reversi.

La nave è capace di raggiungere il Pakistan, dall'Italia, utilizzando soltanto il 60% del pieno di carburante e può ospitare 20 velivoli: 8 aerei e 12 elicotteri. «Questa non è solo una portaerei. E' un'unità multifunzionale: può avere funzioni di Comando, impieghi bellici, ma anche di Protezione civile e di nave ospedale. Ha capacità modulari e flessibilità che la rendono davvero unica», riferisce una fonte contattata da Apcom. «E' la prima, vera portaerei italiana. La Garibaldi, infatti, nasce come un incrociatore tuttoponte, era adattata a funzioni che non le erano proprie. E adesso sarà riqualificata e impiegata come portaeromobili per attività anfibia».

A bordo della 'Cavour' ci sono 540 membri dell'equipaggio, ma la nave può ospitare fino ad oltre 1.

200 persone. Nessuna informazione trapela invece sull'armamento in dotazione. Fonti militari riferiscono soltanto che alle armi convenzionali si aggiungono assai sofisticate strumentazioni di bordo che fanno della portaerei italiana un vero e proprio gioiello che l'Europa ci invidia. La Spagna, ad esempio, dispone ancora soltanto del 'Principe de Asturias', nave a vapore che risale al 1979, mentre la Francia è alle prese con le bizze del reattore nucleare del suo 'Charles de Gaulle'. Sui livelli della 'Cavour' si pongono solo le due portaerei in dotazione alla marina britannica, la 'Ark Royal' e la 'Illustrious'. Londra, peraltro, ha in costruzione altre due navi analoghe, la 'Queen Elizabeth' e la 'Prince of Wales'.