16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Sicurezza Online

Presentata oggi «Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web»

In Italia aumenta il tempo trascorso in rete dai minori e i relativi pericoli soprattutto provenienti dai social network

ROMA – Il Moige, Movimento Italiano Genitori, ha presentato oggi, presso la sala dell’Ufficio Relazioni Esterne del Ministero dell’Interno, i risultati dell’indagine condotta da SWG in occasione del lancio della campagna informativa «Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web». La campagna realizzata da Moige, con il contributo di Symantec, la collaborazione della Polizia delle Comunicazioni – Ministero dell’Interno e il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, si rivolge a genitori, docenti e alunni della scuola media inferiore con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza su un uso corretto di Internet.

La ricerca condotta da SWG per conto di Moige e Symantec vuole analizzare le abitudini dei minori che utilizzano il web attraverso la percezione e la conoscenza che ne hanno genitori e insegnanti, paragonando i dati attuali a quelli raccolti nel 2006 e analizzando modifiche e tendenze. Il campione analizzato comprende genitori con figli di età tra gli 11 e i 15 anni e insegnanti di scuole medie inferiori che utilizzano Internet a scopi didattici.

Il web e i minori - I risultati che ne emergono confermano che il web è un mezzo sempre più utilizzato dai minori sia a casa sia a scuola: il 52% dei genitori ha dichiarato che i propri figli si connettono ogni giorno, con una frequenza media di utilizzo della rete superiore a 5 giorni la settimana, mentre l’80% degli insegnanti lavora in istituti che danno la possibilità agli studenti di accedere alla rete, anche se per un tempo molto limitato nell’arco della settimana.

Il web diventa quindi uno strumento importante non solo per informarsi, studiare o effettuare download di file, ma anche per condividere e socializzare in modo semplice e immediato. Mentre in passato era l’email il mezzo di comunicazione più diffuso, oggi sta sempre più cedendo il posto a sistemi che consentono di comunicare con gli amici in tempo reale. Il 44% dei ragazzi è solito mandare messaggi di posta elettronica, contro il 63% che preferisce chattare tramite Instant Messaging.

Timori dei genitori - Se da una parte cambia il modo di utilizzare il Web da parte dei minori, dall’altra aumentano i timori di genitori e insegnanti collegati ai rischi che possono correre i ragazzi che navigano in rete. Il 64% dei genitori, infatti, dichiara di controllare le attività che il figlio svolge online, anche se solo il 19% afferma di affiancarlo durante la navigazione. I rischi che li preoccupano sono principalmente relativi alla possibilità che i propri figli possano imbattersi in siti con contenuti inadatti, timore ammesso dall’83% dei rispondenti, che possano essere contattati da malintenzionati o pedofili (55%) o che il pc domestico possa essere infettato da virus informatici (36%). Il 34% dei genitori ha dichiarato di temere che usare troppo Internet possa portare a una perdita di contatto con la realtà o che rubi troppo tempo ad altre attività (24%).

La paura dei pedofili online, purtroppo, non è infondata. Secondo i dati della Polizia delle Comunicazioni, dal 1997 ad oggi si contano 238 arresti, 4.465 persone sono state denunciate e sono state effettuate 3.978 perquisizioni. Inoltre, la Polizia italiana tiene costantemente monitorati 293.204 siti, ha contribuito alla chiusura di 177 siti in Italia e ha segnalato 10.977 siti all’estero.

Dialogare con i Figli - Per proteggere i propri figli dai rischi di Internet, il sistema più diffuso sembra essere il dialogo: il 97% dei genitori e il 95% degli insegnanti ha dichiarato di aver dato dei consigli ai ragazzi su come usare correttamente la rete, ad esempio non visitare i siti pornografici o dai contenuti inadatti, evitare la comunicazione con gli sconosciuti e non rivelare informazioni personali. Nonostante la preoccupazione sia diffusa, il 41% dei genitori dichiara di non aver dotato il pc domestico di un sistema di sicurezza con filtri di controllo parentale, che consentono di verificare e monitorare l’accesso a siti e pagine non adeguate ai minori.

In risposta ai dati emersi dalle indagini SWG e alla evidente necessità di aumentare fra i ragazzi in primis, ma di pari passo anche fra i genitori e gli insegnanti, la conoscenza delle potenzialità e dei rischi della Rete e offrire informazioni semplici ed efficaci per l’utilizzo corretto e sicuro di Internet, prende il via domani la campagna informativa «Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web».

Il peso di Internet - «In pochi anni Internet è divenuto il mezzo tecnologico più utilizzato dai bambini e dagli adolescenti, entrando prepotentemente nella vita dei nostri figli sotto tutti i punti di vista, dallo studio alla socializzazione con i coetanei» spiega Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale del Moige «Molto spesso, però, la rete cela delle insidie, dei pericoli reali come pedopornografia e cyberbullismo che possono danneggiare in maniera grave l’integrità e l’incolumità dei minori, spesso inconsapevoli dei rischi che si nascondono dentro il web. La nostra campagna nasce proprio per questo motivo: noi adulti, genitori ed insegnanti, non possiamo più permetterci di restare nell’ignoranza ma dobbiamo iniziare a conoscere Internet e gli strumenti a nostra disposizione per proteggere i ragazzi, insegnare loro ad utilizzarlo correttamente ed assicurargli in questo modo una navigazione sicura».

«Internet è ormai il mezzo di comunicazione più usato ma il suo sviluppo non ha apportato alla nostra società solo effetti positivi: se da una parte, infatti, ha potenziato al massimo la velocità dello scambio di informazioni, dall’altra ha mostrato anche il suo lato più pericoloso, quello che emerge, ad esempio, attraverso i siti pedopornografici» ha dichiarato Domenico Vulpiani, Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, «Le numerose operazioni che abbiamo effettuato mostrano quanto questo fenomeno della pedofilia on-line sia diffuso e quanto queste iniziative siano importanti per indirizzare i ragazzi verso un corretto uso della rete e aiutare i genitori a conoscere gli strumenti a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web». «L’avvento dei nuovi social network con Facebook e My space potrebbe incrementare il rischio di «grooming» per i nostri ragazzi, ossia l’adescamento in rete. Il pericolo è stato avvertito dalle nostre istituzioni.», ha proseguito il Direttore Vulpiani «Sono infatti in fase di discussione alla Camera dei Deputati alcuni disegni di legge volti ad introdurre nel nostro ordinamento penale, il reato di adescamento. Con gli stessi disegni di legge è stato proposto anche di colpire la pedofilia culturale ossia la propaganda attraverso i mass-media e, specialmente attraverso la rete Internet, di una pedofilia soft, per così dire «accettabile».E’ una tesi insostenibile che merita un contrasto duro da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica.»

«Internet è come il mondo reale, con i suoi lati positivi e purtroppo anche quelli negativi. Per questo la guida di genitori e insegnanti durante la navigazione dei minori assume un ruolo fondamentale», afferma Giancarlo Marengo, Country Manager Symantec Italia. «E’ importante seguire alcune semplici regole ed insegnare ai ragazzi che bisogna fare attenzione per divertirsi ed imparare senza rischiare. Symantec consiglia a genitori e insegnanti di comunicare sempre con figli e alunni, spiegando loro quali sono i rischi a cui potrebbero andare incontro, di affiancarli mentre usano Internet posizionando il computer in una zona condivisa della casa o della scuola e di affidarsi a soluzioni di sicurezza efficaci e complete, che consentano di predefinire i percorsi di navigazione».

«L’utilizzo di Internet permette ai giovani non solo di informarsi ma anche di restare in contatto fra loro. Basti pensare all’enorme successo delle chat, dei social network e dell’instant messaging. A maggior ragione però non possiamo lasciare la tecnologia incustodita nelle mani dei più piccoli.»

«Proprio per questo -ha proseguito Masciopinto- la Polizia di Stato si pone l’obiettivo di rimanere in relazione con la società civile secondo un concetto di polizia di prossimità che sia in grado di stare concretamente al fianco della gente. Con queste iniziative- ha concluso il Direttore dell’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza- la Polizia di Stato si conferma il punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza dei bambini.»

Momento di cambio nell'uso - «Il 2009 deve segnare un momento di cambio di impostazione nell’uso di Internet a scuola e a casa: non più navigazione alla ricerca di qualcosa, ma sistema di conoscenza alimentato da contenuti prodotti dagli alunni, dai ragazzi.», ha affermato Michele Crudele, esperto di sicurezza su Internet e ideatore di www.ilfiltro.it. «Nel 2008 hanno imparato a usare Facebook e simili, ma non hanno mai scritto sulla Wikipedia: non hanno ancora contribuito alla cultura sulla rete, pur avendo le capacità per farlo. Spetta ai genitori e docenti indirizzarli su questa strada, ma ciò richiede uno sforzo aggiuntivo dei «grandi» per entrare nella logica dei «nativi digitali»: gli adulti sono «immigrati digitali» e devono imparare la lingua per integrarsi. Il male si sconfigge affogandolo con il bene: insegnare a usare il web per costruire vuol dire evitare la passività del continuo rischio.»

La campagna, promossa dal MOIGE in collaborazione con la Polizia delle Comunicazioni – Ministero dell’Interno, con il contributo di Symantec e il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, vedrà gli esperti del Moige al fianco degli agenti della Polizia delle Comunicazioni visitare le scuole medie inferiori italiane. Esperti e agenti parleranno e si confronteranno con i ragazzi, i genitori e gli insegnanti sul tema della sicurezza informatica e forniranno consigli utili per usare correttamente le potenzialità della rete senza correre rischi.

Di durata biennale, la campagna itinerante «Non cadere nella rete! Cyberbullismo e altri pericoli del web» prende il via il 29 gennaio da Roma e coinvolgerà, nel suo primo anno un totale di 28 scuole medie inferiori di tutta Italia e migliaia di studenti, insieme a genitori e insegnanti.

Durante gli incontri didattici, gli esperti Moige e gli agenti della Polizia entreranno nelle aule scolastiche e terranno degli incontri formativi rivolti ai minori, spiegando loro i trucchi per un uso responsabile e corretto del web. Al termine dell’incontro verrà distribuito del materiale informativo per approfondire il tema durante l’anno scolastico.

In orario pomeridiano invece, è previsto il momento formativo dedicato a genitori e docenti, importante incontro dedicato esclusivamente agli adulti in cui saranno illustrati pregi e rischi di Internet e del suo utilizzo da parte dei minori e sarà fornito materiale informativo utile come guida a un uso responsabile della rete e contenente tutte le informazioni su quanto la tecnologia già esistente possa rappresentare un valido alleato nella protezione dei minori in rete, se correttamente utilizzata e costantemente aggiornata.

Maggiori informazioni e aggiornamenti sulla campagna sono disponibili visitando l’area dedicata presente su www.genitori.it e sul sito dedicato www.noncaderenellarete.it.