20 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Genetica

Scienziati decodificano il genoma del nematode che ama i coleotteri

Un progetto di ricerca transatlantico ha decodificato il genoma del nematode Pristionchus pacificus

Un progetto di ricerca transatlantico ha decodificato il genoma del nematode Pristionchus pacificus. Il lavoro, portato a termine dagli scienziati dell'Istituto Max Planck per la Biologia evolutiva in Germania assieme con i loro omologhi statunitensi del National Human Genome Research Institute a St. Louis, offre al mondo una veduta sui segreti dell'evoluzione del parassitismo, soprattutto aumentando la comprensione delle complesse interazioni tra ospite e parassita. I risultati sono stati di recente pubblicati nella rivista Nature Genetics.

Guidata dal prof. Ralf J. Sommer, un ricercatore presso il Max Planck Campus a Tubinga (Germania), la squadra di ricerca ha scoperto che il genoma dei nematodi, che sono dei vermi non segmentati con corpi allungati e cilindrici con entrambe le estremità appuntite, ha un elevato numero di geni, alcuni dei quali con funzioni inattese.

I ricercatori hanno detto che diversi geni sono utili per decomporre le sostanze necessarie all'organismo per sopravvivere in ambienti estranei o persino sostanze per loro dannose. Un esempio di questo è il Pristionchus pacificus, che ha messo gli occhi sui coleotteri per rifugio e trasporto. Particolarmente interessante è il fatto che il nematode si nutre anche dei funghi e dei batteri che si trovano sul corpo del coleottero dopo che questo è morto.

I ricercatori hanno detto che i nematodi sono al primo posto in termini di dimensioni del gruppo all'interno del regno animale. Aggiungendo che sul pianeta esistono più di 1 milione di diverse specie di questi vermi, alcuni sono parassiti e altri sono patogeni per uomini, animali e piante.

Studi precedenti hanno scoperto che esistono sette forme di parassitismo all'interno del gruppo dei nematodi. Un popolare soggetto di ricerca è il Caenorhabditis elegans, il cui genoma è stato decodificato dieci anni fa.

Questa ultima ricerca porta alla luce il genoma di un'altra specie di nematode: l'organismo modello Pristionchus pacificus. In base alle loro scoperte, il Pristionchus pacificus vive con vari coleotteri (ad es. scarabeo stercorario, maggiolino e dorifora della patata) in modo da assicurarsi del cibo una volta morto il coleottero, oltre che un rifugio.

I ricercatori hanno detto che l'ambiente del Pristionchus pacificus cambia quando cerca rifugio sul coleottero. Ad esempio, i coleotteri contengono sostanze tossiche che costringono i nematodi a proteggersi per la propria sicurezza. I ricercatori hanno scoperto che il loro metodo per fronteggiare le difficoltà è dovuto al genoma del Pristionchus pacificus. Questo genoma, che è costituito da circa 170 megabasi, contiene oltre 23.500 geni codifica proteine. Questo numero è molto superiore ai 12.000 geni codifica proteine trovati ad esempio nel parassita umano Brugia malayi.

«Questo incremento nel Pristionchus è in parte attribuibile a duplicazioni dei geni,» ha detto il prof. Sommer. «Queste includono un numero di geni che potrebbero essere utili per decomporre sostanze nocive e per la sopravvivenza nel complesso ecosistema del coleottero.»

Il prof. Sommer ha anche accennato all'importanza dell'uso dei dati relativi al sequenziamento. «Noi possiamo verificare in che modo il Pristionchus si è adattato ad un ambiente specifico,» ha detto. «E questo indubbiamente ci fornirà nuove informazioni sull'evoluzione del parassitismo.»