22 ottobre 2021
Aggiornato 00:00
Telecomunicazioni

L'Antitrust condanna H3G a pagare 93.000 euro per vendita scorretta

Adiconsum: «Ancora una volta nel settore delle telecomunicazioni l’Antitrust deve intervenire per sanzionare il comportamento scorretto di un azienda. Non basta! La sanzione arriva dopo quasi un anno, e non prevede risarcimenti diretti per i consumatori danneggiati»

«Ancora una volta nel settore delle telecomunicazioni l’Antitrust deve intervenire per sanzionare il comportamento scorretto di un azienda. Non basta! La sanzione arriva dopo quasi un anno, e non prevede risarcimenti diretti per i consumatori danneggiati».

Era pubblicità ingannevole, era vendita scorretta.«Scendi in campo», la campagna che nel settembre scorso H3g aveva messo in essere con manifesti e spot televisivi trasmessi all’interno di programmi di largo ascolto, interpretate da una famosa attrice ed un popolarissimo allenatore di calcio, presentava in modo oscuro e incomprensibile, quando non ometteva, informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno per prendere una decisione consapevole di natura commerciale.

Lo ha deciso L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sentito il parere dell’Autorità Garante per le Comunicazioni, a seguito della denuncia fatta dall’Adiconsum.

Il messaggio pubblicitario è stato trovato «idoneo a indurre in errore le persone alle quali è rivolto o da esso raggiunte sulle reali caratteristiche, natura e condizioni economiche e limitazioni tecnologiche cui sono offerti il TVfonino e i servizi abbinati di telefonia mobile, lasciando intendere, contrariamente al vero, che la visione delle partite possa costituire un omaggio a fronte dell'acquisto del TVfonino e, a causa della sua ingannevolenzia, pare suscettibile di pregiudicare il comportamento economico»

Per questo motivo, l’Autorità ha condannato la società H3G al pagamento di una sanzione amministrativa pecunaria di 93.000 euro.

Adiconsum apprezza il verdetto dell’Autorità, ma sottolinea come queste procedure siano inefficaci ad indurre le aziende a pratiche commerciali corrette e senza pubblicità ingannevoli, visto che le sanzioni, peraltro ampiamente sostenibili da società con fatturati miliardari, arrivano quasi sempre a campagna ormai terminata, quando le aziende hanno potuto cogliere i frutti a danno dei consumatori.