20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Terrorismo

Niger, sacerdote italiano rapito da presunti jihadisti

Un sacerdote italiano, padre Pierluigi Maccalli, è stato rapito da presunti jihadisti in Niger. Era responsabile della Missione di Bomoanga

NIAMEY - Un sacerdote italiano, padre Pierluigi Maccalli, è stato rapito questa notte da presunti jihadisti in Niger: lo riferisce l’agenzia Fides, che riporta le parole di padre Mauro Armanino, missionario a Niamey. «Da qualche mese la zona si trova in stato di urgenza a causa di questa presenza di terroristi provenienti dal Mali e dal Burkina Faso», ha commentato padre Armanino. Padre Maccalli, originario della diocesi di Crema, già missionario in Costa d’Avorio per vari anni, si trova nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey. Da tempo mette insieme evangelizzazione e promozione umana: scuole, dispensari e formazioni per i giovani contadini, riferisce l’agenzia Fides. Attento alle problematiche legate alle culture locali, padre Maccalli aveva organizzato incontri per affrontare temi e contrastare pratiche legate alle culture tradizionali, tra le quali anche la circoncisione e l’escissione delle ragazze, attirandosi anche una certa ostilità. Potrebbe essere questo – notano fonti locali – uno dei moventi per il rapimento, avvenuto una settimana dopo il suo rientro da un tempo di riposo in Italia.

La procura di Roma indaga sul sacerdote rapito in Niger
Gli inquirenti della Procura di Roma indagano sul rapimento di padre Pierluigi Maccalli avvenuto in Niger per mano di un gruppo di presunti jihadisti attivi nella zona. Il fascicolo – secondo quanto si è appreso – è stato affidato al pm Sergio Colaiocco. Maccali fa parte della Società delle missioni africane. Il reato ipotizzato è quello di sequestro di persona a scopo di terrorismo.

La Missione di Bomoanga
La Missione Cattolica dei Padri Sma si trova in zona Gourmancé (Sud-Ovest) alla frontiera con il Burkina Faso e a circa 125 km dalla capitale Niamey. Il popolo Gourmancé è interamente dedito alla agricoltura e stimato in questa regione attorno a 30 mila abitanti. La Missione è presente dagli anni ’90, e i villaggi visitati dai missionari sono più di 20, di cui 12 con piccole comunità cristiane, distanti dalla missione anche oltre 60 km. La chiesa cattolica in Niger sostiene fortemente che attraverso le opere sociali cresca il regno di Dio ed è per questo che la Missione di Bomoanga ha un programma di impegno di Promozione Umana e di Sviluppo attraverso le sue cellule di base chiamate CSD (Comité de Solidarité et Developpement). La povertà è strutturale, i problemi di salute e igiene sono enormi, l’analfabetismo diffuso e la carenza di acqua e di strutture scolastiche ingenti. La mancanza di strade e di altre vie di comunicazione, anche telefoniche rendono la zona isolata e dimenticata.