Afghanistan

Afghanistan, anche per Trump sarà una guerra infinita: Usa chiedono ad alleati Nato 1.000 soldati in più

Gli Stati Uniti chiederanno agli alleati della Nato di inviare altri mille soldati in Afghanistan per la battaglia contro i talebani. Lo ha reso noto la nuova rappresentante permanente degli Stati Uniti alla Nato

Il presidente Usa Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (ANSA/AP Photo/Evan Vucci, File)

NEW YORK - Chi sperava che il nuovo presidente anti-establishment e «isolazionista» Donald Trump mettesse fine ai conflitti in cui gli Usa sono impantanati da anni, dovrà ricredersi. Gli Stati Uniti chiederanno infatti agli alleati della Nato di inviare altri mille soldati in Afghanistan per la battaglia contro i talebani. Lo ha reso noto la nuova rappresentante permanente degli Stati Uniti alla Nato. Kay Bailey Hutchison ha affermato che le forze aggiuntive degli alleati si sommerebbero ai circa tremila soldati statunitensi in più previsti dalla nuova strategia in Afghanistan del presidente Donald Trump.

Nuove regole d'ingaggio
Due giorni fa, il segretario alla Difesa, James Mattis, ha annunciato alcune novità nelle regole d'ingaggio volute per rafforzare e rendere più efficiente la battaglia contro i talebani in Afghanistan; le più importanti sono la rimozione dei requisiti di prossimità per gli attacchi contro le forze nemiche e i rapporti più stretti con le forze afgane sul terreno. Mattis aveva ricevuto piena libertà dalla Casa Bianca per allentare le regole, come chiesto, negli ultimi anni, da molti alti ufficiali per le operazioni di combattimento in Afghanistan, Iraq e Siria.

L'annuncio di Trump
Lo stesso presidente statunitense, Donald Trump, nel suo discorso del 21 agosto sulla nuova strategia in Afghanistan, aveva annunciato che avrebbe «rimosso le restrizioni e ampliato il potere» delle forze statunitensi sul campo di battaglia. Mattis ha parlato delle novità davanti a due commissioni del Congresso, a cui ha confermato la rimozione di restrizioni «che non ci permettevano di usare pienamente la nostra potenza aerea». «Non siamo più limitati dal bisogno della prossimità con il nemico» per agire, ha dichiarato il ministro. In ogni caso, il segretario Mattis ha voluto sottolineare che gli Stati Uniti continueranno a fare tutto ciò che è «umanamente possibile» per evitare la morte di civili.