Strage di Parigi, prorogato lo stato di emergenza in Francia. Ecco cosa comporta
Il Parlamento francese ha votato a favore della legge che prolunga di tre mesi lo stato d'emergenza deciso in seguito agli attacchi terroristici di venerdì scorso. Ecco cosa prevede
PARIGI - Il Parlamento francese ha votato a favore della legge che prolunga di tre mesi lo stato d'emergenza deciso in seguito agli attacchi terroristici di venerdì scorso. Lo stato d'emergenza è stato proclamato dal presidente francese Francois Hollande poco dopo gli attentati di Parigi che hanno fatto 129 morti. «Lo stato d'emergenza dichiarato per decreto il 14 novembre 2015 è prolungato per una durata di tre mesi a partire dal 26 novembre» fino al 25 febbraio a mezzanotte,secondo il testo adottato dai deputati. Il testo prevede oltre al prolungamento di tre mesi, fino a fine febbraio, dello stato d'emergenza, anche un regime di arresti domiciliari assegnato a coloro il cui comportamento si ritiene possa costituire una minaccia per la sicurezza e l'ordine pubblico. Ecco i punti principali della legge per il prolungamento di tre mesi dello stato d'emergenza in Francia. Il testo viene discusso oggi e domani dal Parlemento francese.
Altri 3 mesi
In Francia il prolungamento dello stato d'emergenza oltre 12 giorni deve essere autorizzato per legge. Il disegno stabilisce che lo stato d'emergenza dichiarato il 14 novembre alla conclusione dei 12 giorni venga prolungato per altre tre mesi, quindi fino alla fine di febbraio. Era già accaduto nel 2005 in occasione delle ribellioni nelle banlieue ma in quel caso si applicava ad alcuni quartieri e non all'intero territorio francese.
Regime degli arresti
Il regime degli arresti domiciliari è assegnato a coloro il cui comportamento si ritiene possa costituire una minaccia per la sicurezza e l'ordine pubblico. A coloro che verranno sottoposti ai domiciliari potrà essere vietato di entrare in contatto direttamente o indirettamente con persone considerate altrettanto coinvolte nella preparazione di attentati all'ordine pubblico.
Perquisizioni
Attualmente lo stato d'emergenza consente al ministero dell'Interno di effettuare perquisizioni senza passare attraverso l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria, il disegno di legge prevede che le perquisizioni non possano riguardare aree in cui si esercita l'attività parlamentare, o quella professionale di avvocato, magistrato o giornalista. La procura sarà informata di tutte le perquisizioni decise che avverranno in presenza di un ufficiale della polizia giudiziaria. Nel corso delle perquisizioni potranno essere fatte copie su qualsiasi supporto di dati memorizzati in qualsiasi sistema informatico o apparecchiature.
Controllo sui media
Il controllo della stampa e della radio, previsto nel testo del 1955 e mai applicato, viene cancellato.
Controllo su associazioni
Nel disegno di legge è inserita una norma che prevede la possibilità di sciogliere associazioni o gruppi che partecipano, facilitano o incitano a atti che possono compromettere l'ordine pubblico o che hanno al loro interno persone assegnate agli arresti domiciliari.
(Con fonte Askanews)