29 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Dopo il violento terremoto colpito dalle isole Salomone

Giappone, revocato lo stato di allerta tsunami

L'agenzia giapponese per i terremoti ha revocato l'allerta tsunami dopo che l'onda anomala generata dal terremoto alle isole Salomone si è concretizzata, in Giappone, in un'onda di massimo 50 centrimetri di altezza

HONIARA - L'agenzia giapponese per i terremoti ha revocato l'allerta tsunami dopo che l'onda anomala generata dal terremoto alle isole Salomone si è concretizzata, in Giappone, in un'onda di massimo 50 centimetri di altezza.

In nottata un violento terremoto di magnitudo 8 sulla scala Richter ha colpito le Isole Salomone, provocando almeno cinque morti sull'arcipelago e innescando un piccolo tsunami che ha raggiunto le coste nel Pacifico a migliaia di chilometri di distanza, tra cui quelle della Nuova Caledonia. Nessuna conseguenza, appunto, in Giappone dove le autorità avevano chiesto alla popolazione di non avvicinarsi alle coste.

Il sisma è stato registrato alle 2.12 ora italiana, tra le Isole Salomone e le Vanuatu, a nordest dell'Australia, a una sessantina di chilometri dalle Isole di Santa Cruz colpite da una serie di forte scosse in questi ultimi giorni. Lo ha segnalato il Centro americano di geofisica (Usgs). E' stato seguito da una serie di scosse di assestamento, una delle quali di magnitudo 6,6 sulla scala Richter.

Onde inferiori al metro generate dal terremoto hanno raggiunto parte della riva delle Isole Salomone, delle Vanuatu e della Nuova Caledonia, prima che l'allerta tsunami nella regione fosse revocata, circa due ore e mezzo dopo la prima scossa. Fonti sanitarie dell'ospedale Lata a Santa Cruz hanno confermato la morte di cinque persone dopo l'arrivo sul litorale di un'onda anomala di circa 90 centimetri, secondo i dati a disposizione dello Usgs. Non è stato possibile nell'immediato attribuire queste vittime al terremoto o al successivo tsunami.

«Una delle vittime è un bambino di sesso maschile, le altre sono tre anziane e un anziano», ha aggiunto la fonte. Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, l'onda sarebbe avanzata per 500 metri nell'entroterra, inondando Lata e villaggi limitrofi e distruggendo alcune abitazioni tradizionali. Da parte sua, il governo delle Isole Salomone ha riferito di quattro villaggi colpiti dallo tsunami. «Tra le 60 e le 70 case sono state danneggiate dalle onde che si sono abbattute su almeno quattro villaggi di Santa Cruz», ha dichiarato il portavoce del primo ministro Gordon Darcy Lilo, «Le autorità tentano ancora di stabilire il numero esatto delle vittime e l'entità dei danni. Le comunicazioni con Santa Cruz sono difficili», ha aggiunto.