19 gennaio 2020
Aggiornato 00:00
Presenti 20mila delegati di 140 Paesi

A Marsiglia il sesto Forum Mondiale dell'Acqua

Alla fine del 2010 l'89% della popolazione mondiale, ovvero circa 6,1 miliardi di persone, aveva accesso a «fonti migliorative di acqua potabile». Gorbaciov: L'acqua torni ad essere un veicolo di pace. Dai ricercatori Barilla la piramide idrico-alimentare

MARSIGLIA - Il sesto Forum Mondiale dell'Acqua si riunisce da oggi a Marsiglia per trovare soluzioni per l'accesso universale all'acqua potabile e sanitaria, in un momento in cui le risorse idriche naturali stanno diminuendo e sono minacciate dal riscaldamento globale e dall'inquinamento.
Al Forum partecipano 20mila delegati di 140 Paesi, rappresentanti politici, istituzionali delle imprese e delle ong: per la seduta inaugurale sono attesi diversi Capi di Stato e di governo fra i quali il premier palestinese Salam Fayyad, mentre ad inaugurare i lavori sarà il Primo ministro francese François Fillon, dopo la rinuncia del presidente Nicolas Sarkozy.
I forum precedenti - convocati con cadenza triennale su iniziativa del Consilgio Mondiale dell'Acqua - sono stati dedicati a fare il punto sull'accesso all'acqua: quello di Marsiglia di intitola invece «Il tempo delle soluzioni» e ha come obbiettivo l'applicazione del diritto universale di accesso alle risorse idriche.
Alla fine del 2010 l'89% della popolazione mondiale, ovvero circa 6,1 miliardi di persone, aveva accesso a «fonti migliorative di acqua potabile», superando così l'obbiettivo del Millennio fissato dall'Onu per il 2015: tuttavia, 2,5 miliardi di persone non dispongono ancora di servizi igienici.
Un'altra fonte di preoccupazione è la condivisione delle risorse idriche, questione che riguarda anche la sovranità nazionale, in un momento in cui il 15% dei Paesi dipende per la metà dell'approvvigionamento da fonti estere.

Gorbaciov: L'acqua torni ad essere un veicolo di pace - «Per prevenire ulteriori nuovi conflitti, i leader della comunità internazionale devono saper rispondere con urgenza alla crisi idrica globale. È imprescindibile saper garantire l'accesso equo all'acqua potabile e ridurre rapidamente e significativamente gli usi non sostenibili dell'acqua, così come delle altre risorse naturali, allo scopo di proteggere il pianeta» ha detto oggi il premio Nobel Mikhail Gorbaciov all'apertura del 6° Forum mondiale dell'acqua, in programma a Marsiglia da oggi fino al 17 marzo.
Presidente fondatore dell'Ong ambientalista Green Cross, Gorbaciov sottolinea, nel suo intervento, la necessità di un cambiamento politico, economico e sociale nella gestione dell'acqua per scongiurare devastanti conseguenze politiche e umanitarie a livello globale.
«L'acqua è la base della nostra vita, è il centro dell'equilibrio del nostro pianeta e dei nostri ecosistemi, è il cuore delle nostre economie, delle nostre società e del nostro futuro» ha affermato ancora Gorbaciov. Poi ha aggiunto: «Il rischio di una competizione sfrenata tra regioni e Paesi non può che aumentare se non si trova un modo per proteggere e condividere l'acqua».
«Sul pianeta c'è abbastanza acqua per tutti - ha concluso il presidente fondatore di Green Cross -, ma dobbiamo imparare a gestirla e a utilizzarla in modo sostenibile». Secondo Gorbaciov «i governi, in particolare nei Paesi sviluppati, devono riconoscere con urgenza che l'accesso all'acqua e ai servizi igienici rientra tra le priorità per l'assistenza allo sviluppo».

Dai ricercatori Barilla la piramide idrico-alimentare - Il Barilla Center for Food & Nutrition, che al tema della Water economy ha dedicato due studi nei suoi primi tre anni di attività, è presente alla sesta edizione del World Water Forum, che si è aperta oggi a Marsiglia. E proprio i suoi modelli della «Doppia Piramide alimentare e ambientale» e della «Piramide alimentare e idrica» sono stati indicati dal comitato del Forum tra le idee più efficaci. In questi giorni saranno perciò esposti in un'area della conferenza intitolata «Il villaggio delle soluzioni».
Il Barilla Center for Food & Nutrition - come si sottolinea in un comunicato - studia in particolare l'impatto di ciò che mangiamo sulla salute del pianeta. La Piramide alimentare e idrica mette così in relazione la tradizionale piramide alimentare con l'impatto dei suoi componenti in termini di consumo di risorse idriche (impronta idrica). Da qui si scopre che produrre un pomodoro richiede 13 litri di acqua, una fetta di pane 40 litri, 100 grammi di formaggio 500 litri, un hamburger 2400 litri d'acqua.
Più in generale, il consumo d'acqua virtuale giornaliero per alimentarsi varia da circa 1500-2600 litri nel caso di una dieta vegetariana a circa 4000-5400 litri in caso di una ricca di carne. Da questa comparazione emerge che gli alimenti della dieta mediterranea, di cui si consiglia un'assunzione più frequente, hanno minore impatto sul consumo di acqua. Al contrario, le scelte alimentari di cui si consiglia un consumo meno frequente e abbondante, ad esempio quelle troppo ricche in grassi e zuccheri, risultano con un impronta idrica maggiore, quindi con impatto più negativo sul benessere del pianeta.(www.barillacfn.com)