13 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Rapporto annuale del Bureau Maritime International

Pirateria marittima, nel 2011 attacchi in lieve diminuzione

BMI: 439 attacchi nel mondo, Golfo di Aden la zona più pericolosa. Il numero degli ostaggi è sceso a 802 persone rispetto ai 1.181 dell'anno precedente

LONDRA - Le coste somale e il Golfo di Aden rimangono le zone marittime più pericolose per la navigazione, con il 54% degli attacchi di pirati registrati nel 2011: è quanto si legge nel rapporto annuale diffuso dal Bureau Maritime International (Bmi).
Per la prima volta da quattro anni a questa parte si è tuttavia registrato un lieve calo nel numero degli attacchi, 436 contro i 445 del 2010; Il numero degli ostaggi è sceso a 802 persone rispetto ai 1.181 dell'anno precedente.

L'intervento internazionale ha contribuito a far diminuire il numero e l'efficacia degli attacchi, ma per la prima volta una nave all'ancora nelle acque di un altro Stato (l'Oman) è stata catturata dai pirati somali: il rapporto invita tutte le autorità della regione a rafforzare la sorveglianza nei propri attracchi. Nella regione africana inoltre la pirateria si sta estendendo alla Nigeria e al Benin, mentre migliora invece la situazione nell'Asia sud-orientale e nelle acque dell'Oceano Indiano.