20 ottobre 2020
Aggiornato 08:00
L'apertura l'11 ottobre del 1962

Verso l'anniversario del Concilio Vaticano II, lefebvriani all'attacco

I lefebvriani tornano a criticare la grande assemblea di vescovi e teologi che aggiornò la dottrina della Chiesa cattolica (1962-1965), nel quadro di un complesso dialogo con la Santa Sede voluto dal Papa

CITTÀ DEL VATICANO - All'avvicinarsi dell'anniversario del Concilio vaticano II, i lefebvriani tornano a criticare la grande assemblea di vescovi e teologi che aggiornò la dottrina della Chiesa cattolica (1962-1965), nel quadro di un complesso dialogo con la Santa Sede voluto dal Papa.
Dopo la liberalizzazione del messale pre-conciliare in uso presso tutti i gruppi tradizionalisti (2007) e la revoca nel 2009 della scomunica dei quattro vescovi lefebvriani (Fellay, de Gallareta, de Mallerais e Williamson), la Santa Sede ha svolto due anni di colloqui dottrinali con una delegazione dei seguaci scismatici di monsignor Lefebvre. A conclusione il Vaticano ha sottoposto alla fraternità sacerdotale San Pio X - questo il nome ufficiale - un «preambolo dottrinale» da sottoscrivere per il pieno reintegro nella Chiesa cattolica. E dopo una prima «documentazione» inviata nelle scorse settimane, ora, riferisce Andrea Tornielli sul sito Vatican Insider, sarebbe giunta in Vaticano una seconda risposta, che verrà esaminata dalla pontificia commissione Ecclesia dei.

A scanso di equivoci, i lefebvriani hanno reso noto sul loro sito ufficiale che «a complemento» della risposta inviata a Roma il superiore del gruppo tradizionalista, mons. Bernard Fellay, ha inviato a Roma uno studio nel quale l'abate Jean-Michel Gleize asserisce che «su quattro punti, gli insegnamenti del Concilio vaticano II sono evidentemente in contraddizione logica con gli enunciati del magistero tradizionale anteriore»: libertà religiosa, ecumenismo, collegialità, ecclesiologia. Il saggio - una risposta a un articolo del vicario generale dell'Opus dei Fernando Ocariz apparso di recente sull'Osservatore romano - conclude che il Concilio vaticano II - «ha dunque rotto l'unità del magistero» e chiede che «con urgenza sempre più grande» si ponga rimedio alle «gravi deficienze che paralizzano l'esercizio del magistero dall'ultimo Concilio».

I lefebvriani francesi, intanto, pubblicano un pamphlet contro la libertà religiosa a cura dell'abate Regis de Cacqueray che contesta l'idea conciliare che non si debba contrastare l'espressione di «una credenza religiosa qualunque» portando ad esempio le affermazioni pronunciate a tal riguardo dopo la Rivoluzione francese da Pontefici come Pio VI, Gregorio XVI e Pio IX.

Una presa di posizione dura, in netta contraddizione con l'idea del Papa. Una linea ribadita anche oggi in prima pagina dall'Osservatore Romano, che in un articolo firmato da José Maria Gil Tamayo ricorda che il Papa difende la «ermeneutica della riforma» e non la «erronea ermeneutica della discontinuità e della rottura». Il tutto mentre lo scorso sei gennaio la congregazione per la Dottrina della fede ha pubblicato una nota per mettere qualche paletto sulla celebrazione del prossimo anno della fede, indetto dal Papa dall'11 ottobre 2012 (50esimo anniversario dell'apertura del Concilio vaticano II) al 24 novembre 2013. Il dicastero vaticano ha precisato che sarà l'occasione per promuovere non solo la conoscenza e la diffusione dei contenuti del Concilio Vaticano II ma anche quelli «del Catechismo della Chiesa Cattolica».

L'11 ottobre, infatti, sarà anche il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo voluto da Giovanni Paolo II con la supervisione dell'allora cardinale Ratzinger. Il primo anniversario del Concilio, però, è ormai ravvicinato. Le Poste vaticane hanno già fatto un annullo speciale per il 50esimo anniversario dell'annuncio del Concilio fatto da Giovanni XXIII nella basilica di San Paolo: 25 gennaio 1959. E il prossimo 25 gennaio Ratzinger si recherà come ogni anno nella stessa basilica a conclusione della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani che inizia lunedì prossimo.