24 ottobre 2020
Aggiornato 04:30
Monarca assoluto dello Swaziland

Swaziland, la Coca Cola fa affari con il dittatore Mswati III

Maria Pais Da Silva, coordinatrice della campagna «Democracy Swaziland»: La multinazionale se ne deve andare. La popolazione è sempre più povera. I loro profitti non aiutano la popolazione swazi, mentre il re è sempre più ricco di giorno in giorno

ROMA - La Coca Cola è finita sotto accusa per i suoi rapporti con Mswati III, il monarca assoluto dello Swaziland, dove la multinazionale statunitense possiede un impianto di produzione. Lo riferisce il quotidiano britannico Guardian, sottolineando che Maria Pais Da Silva, coordinatrice della campagna «Democracy Swaziland», ha chiesto alla Coca-Cola di lasciare immediatamente il Paese africano.

«La Coca-Cola deve sapere che sta facendo affari con le persone sbagliate», ha detto Da Silva sottolineando che «i loro profitti non aiutano la popolazione swazi, mentre il re è sempre più ricco di giorno in giorno. Il re sta mungendo il Paese e grazie alla sua potenza economica è in grado di schiacciare l'opposizione. Nessuno dovrebbe fare affari con il regime nello Swaziland». La Coca Cola dovrebbe «interrompere ogni rapporto e andare in un altro Paese a fare affari», ha aggiunto.
Recentemente, ricorda il giornale britannico, il dittatore è andato negli Stati Uniti e ha fatto visita al quartier generale della Coca-Cola ad Atlanta, provocando proteste degli attivisti Swazi che lo accusano non rispettare i diritti umani e di saccheggiare le ricchezze del Paese.

Una fortuna di 100 milioni di dollari - Mswati III ha 13 mogli e ogni anno organizza una festa danzante per scegliere una nuova sposa tra migliaia di vergini che si presentano a seno nudo. Con una fortuna di circa 100 milioni di dollari (76 milioni di euro) governa uno dei Paesi più poveri al mondo, con la maggior parte della popolazione che vive in povertà assoluta. I partiti politici sono vietati e gli oppositori sono regolarmente arrestati, imprigionati e torturati.