17 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Francia | Giustizia

Chirac condannato a due anni con la condizionale

Per la creazione di posti di lavoro fittizi risalenti all'epoca in cui ricopriva la carica di sindaco di Parigi. Chirac rinuncia al ricorso, ma contesta la condanna

PARIGI - L'ex presidente francese Jacques Chirac, dichiarato colpevole dei reati di «storno di fondi pubblici» e «abuso di potere», è stato condannato dal tribunale di Parigi a due anni di carcere con la condizionale per la creazione di posti di lavoro fittizi risalenti all'epoca in cui ricopriva la carica di sindaco di Parigi.

Il 79enne ex Capo dello Stato non era presente alla lettura della sentenza, così come non aveva assistito alle udienze del processo per dei problemi neurologici «gravi e irreversibili», stando al certificato medico presentato dai suoi legali: rischiava una pena massima di dieci anni di carcere e 150mila euro di ammenda, ma data l'età e le condizioni di salute è probabile che la condanna decisa dal tribunale venga poi di fatto sospesa.
I posti di lavoro in questione erano stati remunerati dal Municipio di Parigi dal 1990 al 1995: Chirac si è sempre dichiarato innocente e la stessa Procura aveva chiesto il proscioglimento di tutti gli imputati, fra in quali figura Jean De Gaulle, nipote del generale De Gaulle e anch'egli condannato; la principale parte lesa, ovvero il Comune di Parigi, aveva rinunciato a presentarsi come parte civile dopo essere stata indennizzata dall'ex Presidente e dal suo partito.

Chirac rinuncia al ricorso, ma contesta la condanna - L'ex presidente francese Jacques Chirac ha annunciato che «non farà ricorso», ma che «di base, contesta in modo categorico il verdetto» del Tribunale di Parigi che lo ha condannato a due anni di carcere con la condizionale per malversazione e abuso d'ufficio, crimini commessi quando era sindaco di Parigi.
In un comunicato, l'ex capo di Stato francese ha giustificato inoltre la decisione di non ricorrere in appello, perchè «purtroppo non ha più le forze necessarie per condurre (da solo) davanti a nuovi giudici la battaglia per la verità». Chirac - ritenuto colpevole di aver creato dei posti di lavoro fittizi pagati dal municipio - ha poi concluso: «Affermo con onore: nessuna colpa mi potrà essere rimproverata».