21 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Manifestazione «Unite against global change»

Durban, 10mila in marcia per chiedere giustizia climatica

Uno striscione di oltre 20 metri tenuto dai diversi attivisti dei movimenti sudafricani, ha fatto da apertura ad un corteo che ha portato le ragioni dei movimenti contadini, dei pescatori, degli ambientalisti e delle comunità religiose fino sotto le finestre del Convention Center

DURBAN - Oltre 10mila persone hanno preso parte ieri alla Global march a Durban, in Sudafrica, in occasione della 17a Conferenza delle Parti Onu sul cambiamento climatico. Unite against global change, uno striscione di oltre 20 metri tenuto dai diversi attivisti dei movimenti sudafricani, ha fatto da apertura ad un corteo che ha portato le ragioni dei movimenti contadini, dei pescatori, degli ambientalisti e delle comunità religiose fino sotto le finestre del Convention Center. Un percorso simbolico che ha voluto unire le zone popolari della città con il luogo della decisione politica.

«E' stata una manifestazione importante», ha ricordato Alberto Zoratti, dell'organizzazione equosolidale Fair a Durban come delegato osservatore presso la Cop, «perché ha dimostrato come sul problema del cambiamento climatico ci sia una convergenza di interessi e di speranze che fa la forza di questo movimento».

«I temi sul tavolo negoziale sono sostanziali» ricorda Zoratti, «e vanno da un nuovo periodo di impegni nel Protocollo di Kyoto allo stanziamento, concreto e verificabile, di un Green Fund per combattere il cambiamento climatico ed i suoi effetti. Le posizioni sono distanti, soprattutto perchè i Paesi industrializzati non vogliono scendere a patti con un accordo ulteriormente vincolante» continua Zoratti, «ma il tempo passa e, come ci ricorda l'IPCC, il rischio di impatti pesanti su comunità umane ed ecosistemi è ogni giorno più presente».

«Le soluzioni esistono», conclude Zoratti, «e parlano di agricoltura ed economia locali, di energie alternative e di un nuovo modello di società che limiti l'invadenza del mercato, la crisi ecologica e climatica è solo l'altra faccia della crisi economica e sociale, è il sistema economico che non regge la sua stessa invadenza, per questo è necessario un cambiamento di rotta».