21 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Un blitz che si è concluso positivamente

Pirati, una bottiglia in mare fa scattare la liberazione della nave italiana

Un giro di telefonate con i vertici del governo, quelli militari e l'esecutivo di Londra. In pochi minuti l'incursione delle forze speciali britanniche sulla Montecristo

ROMA - Una bottiglia in mare con cui segnalare una richiesta di aiuto. Un giro di telefonate con i vertici del governo, quelli militari e l'esecutivo di Londra. In pochi minuti la decisione: la nave Montecristo, dalle 13.35 di ieri in mano ai pirati somali, poteva essere liberata con un blitz militare. E così è stato. A intervenire sono state le forze speciali britanniche impegnate nella missione Ocean Shield della Nato. A dare il via libera all'intervento è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa. In pochi minuti gli undici membri del commando si sono arresi: non c'è stato bisogno di sparare. Tutte le persone a bordo sono state portate in salvo. Solo una di loro ha riportato una lieve escoriazione a un braccio.

E' stato un intervento laborioso ma efficace quello dei britannici imbarcati sulla «Fort Victoria». All'arrivo dei pirati, l'equipaggio è riuscito a mettersi in salvo rifugiandosi nella «cittadella», una parte protetta della nave che permette anche di governare il motore e il timone del cargo. Per i tre ufficiali italiani, gli undici membri dell'equipaggio e i quattro addetti alla sicurezza (disarmati) è stato facile, da lì, bloccare la nave sul posto, disattivando i motori.

Questo ha permesso a due navi della Nato di avvicinarsi: una delle due, statunitense, ha avuto solo un ruolo di supporto; l'altra, la britannica, notevolmente più vicina, è stata determinante per il blitz. Da un oblò l'equipaggio ha gettato una bottiglia in mare per avvertire che tutti gli uomini a bordo stavano bene. Un'informazione importante, ribadita anche con l'esposizione di uno striscione.
Proprio questo - la sicurezza di vedere ridotte al minimo le possibilità di coinvolgere l'equipaggio in un blitz - ha dato il via alla pianificazione. La Russa ha dato semaforo verde alle forze speciali britanniche, che a loro volta hanno avvertito Londra soprattutto per l'eventualità di un conflitto a fuoco che poi non si è reso necessario. A questo punto, ha spiegato il ministro della difesa, un elicottero britannico si è avvicinato alla Montecristo per segnalare la sua presenza; i militari di Sua Maestà hanno approcciato la nave anche con i gommoni.
E' stato in quel momento che i pirati, forse impauriti, hanno gettato le armi in mare e alzato le mani in segno di resa. I britannici li hanno presi in consegna, saranno trasferiti sulla nave comando Andrea Doria in attesa di contattare la procura competente. Quindi è stato liberato l'equipaggio, mentre un altro nucleo di militari ha proceduto alla bonifica della nave.

Un blitz che si è concluso positivamente, a differenza di altre occasioni in cui si è dovuto rinunciare. Come nel caso della Savina Caylin, da nove mesi in mano ai pirati. Due le ragioni dell'esito positivo: l'equipaggio è riuscito a rimanere unito e trovare protezione in un luogo sicuro e inaccessibile; la nave, controllata dalla 'cittadella', è stata fermata sul posto e questo ha consentito l'approssimarsi del dispositivo della Nato. «In un'altra occasione abbiamo pensato a un blitz per liberare un altro cargo, ma abbiamo dovuto rinunciare perché non c'erano le condizioni», ha spiegato La russa.