14 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Stati Uniti | Diritti umani

Niente grazia per Troy Davis: domani l'esecuzione

La vedova del poliziotto ucciso: «E' tempo che sia fatta giustizia. La mia famiglia deve ricevere giustizia»

NEW YORK - Troy Davis sarà giustiziato. Il Board of Pardons and Paroles della Georgia, il comitato dello stato che valuta le domande di grazia, ha rifiutato di concedere la grazia al condannato a morte, dopo aver ascoltato l'appello alla clemenza della famiglia di Davis e le richieste di procedere con l'esecuzione da parte dei parenti del poliziotto Mark McPhail, ucciso da un colpo di pistola al cuore nel 1989. «Sono scioccato e deluso dal fallimento del nostro sistema di giustizia», ha detto alla rivista The Atlantis Brian Kammer, uno degli avvocato di Davis.

La condanna sarà eseguita domani alle 7 del pomeriggio (l'una di notte in Italia) con iniezione letale. Si tratta della quarta volta in cui la data dell'esecuzione è stata sospesa. La prima volta l'esecuzione era stata sospesa nel 2007 su intervento del Board of Pardons and Paroles, sette mesi dopo fu la Corte Suprema a sospendere nuovamente l'esecuzione per contendere una nuova udienza a Davis che però non sevi a salvare la vita a Davis.

Il caso di Davis, 42 anni, era diventato in America e in tutto il mondo simbolo della lotta contro la pena di morte, specie a causa della mancanza di chiarezza sulla dinamica dell'omicidio McPhail. Non è mai stata ritrovata l'arma del delitto e non ci sono prove fisiche che confermino che sia stato proprio Davis a premere il grilletto contro il poliziotto. Il processo a carico di Davis, che si è concluso con la condanna a morte nel 1991, si è bastato interamente su testimonianze oculari di persone presenti sulla scena del delitto che poi hanno più volte ritrattato la loro testimonianza. Per salvare la vita a Davis si sono mobilitate negli ultimi anni associazioni in difesa dei diritti degli afroamericani, Amnesty International, l'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, il papa Benedetto XVI, l'ex direttore dell'Fbi William Sessions e l'ex capo giudice della Corte Suprema della Georgia Norman Fletcher.

La vedova di McPhail, ucciso a 27 anni in un parcheggio di Savannah mentre era intervenuto per placare un litigio, ha detto a The Atlantis che «Davis è colpevole. Bisogna procedere con l'esecuzione. È tempo perché sia fatta giustizia. La mia famiglia deve ricevere giustizia».